Mercato

LE CARNI AVICOLE E LE UOVA NEL MONDO

Nel 2020, la produzione mondiale di carne [1] si è attestata a 337,2 milioni di tonnellate [2], un valore analogo a quello del 2019. Questo risultato è frutto di un aumento della produzione di carne di pollame e ovini che ha compensato la contrazione della carne suina e bovina.

Le esportazioni totali mondiali di carne hanno raggiunto 38,7 milioni di tonnellate, con un +5,7% rispetto al 2019. Nonostante il difficile contesto del mercato globale della carne, i maggiori esportatori del mondo, tra cui Unione Europea, Stati Uniti, Brasile, Canada, Federazione Russa e Messico, hanno tutti segnato valori positivi. In termini di tipologie di carne, il commercio di carne suina è aumentato di quasi il 25%, la carne di pollame è rimasta stabile, il commercio di carne bovina e ovina è diminuito.

 

CARNI AVICOLE

La produzione mondiale cresce ancora, ma a ritmo più lento
Nel 2020 la produzione mondiale di carne avicola ha raggiunto 133,3 milioni di tonnellate, con un aumento dell’1,3% sul 2019, segnando il più basso tasso di crescita annuale registrato dal 1960. tuttavia, si tratta di una crescita significativa, tenendo conto del difficile contesto produttivo e commerciale rappresentato dalla crisi pandemica mondiale.

A parere degli esperti FAO, la relativa accessibilità economica della carne di pollame e il ciclo di produzione più breve sono stati i due fattori critici che hanno contribuito alla migliore performance del settore rispetto alle carni suine, bovine e ovine.

Gli Stati Uniti d’America si sono confermati il primo produttore avicolo mondiale, con 23 milioni di tonnellate di carne di pollame (+1,2% sul 2019). Anche il settore avicolo USA ha beneficiato, pro quota, degli stanziamenti del Coronavirus Food Assistance Program, il programma federale di assistenza alimentare per il Coronavirus (CFAP 1) che ha fornito sostegni diretti ai produttori colpiti dalla pandemia pari complessivamente a 16 miliardi di dollari, già erogati, nel solo 2020.
Al secondo posto si è confermata la Cina, che ha raggiunto i 22 milioni di tonnellate, con un balzo del +5,3% rispetto al 2019 causato in gran parte dall’elevata domanda dovuta alla carenza di carne suina con relativa impennata dei prezzi.
Terzo il Brasile, la cui produzione ha toccato i 14 milioni di tonnellate (+1,6%) beneficiando delle importazioni di prodotti avicoli da parte di Asia e Medio Oriente e dell’aumentato potere d’acquisto dei consumatori, sostenuto principalmente dai trasferimenti di reddito decisi dal Governo brasiliano a causa della pandemia.

Export e import stabili: 14 milioni di tonnellate
Le esportazioni mondiali di carne di pollame sono rimaste stabili: 14 milioni di tonnellate. Da segnalare, come già accennato, le elevate importazioni da parte dei paesi dell’Asia Orientale: le importazioni di carne di pollame in Cina sono aumentate di quasi il 55% rispetto al 2019, raggiungendo un livello record di 2,2 milioni di tonnellate, assicurato da molti paesi, tra cui Brasile, Stati Uniti d’America, Federazione Russa, Thailandia, Argentina, Unione Europea e Cile. Invece, molti paesi, tra cui Unione Europea, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giappone, hanno ridotto le importazioni, a causa di molteplici fattori che vanno dalla recessione economica alla riduzione delle vendite di servizi alimentari, fino alle maggiori disponibilità interne.

Consumi: le carni avicole sempre al primo posto
Relativamente ai consumi, secondo le stime del OECD-FAO AGRICULTURAL OUTLOOK 2019-2028 © OECD/FAO 2019 [3], nel 2018 il consumo medio pro capite annuo nel mondo risultava pari a 34,7 kg, di cui 13 kg di carni avicole, 12,7 kg di carni suine, 7,5 kg di carni bovine e 1,5 kg di carni ovine.

Nel grafico seguente, la composizione dei consumi tra le varie carni nelle diverse aree del pianeta e nella media, sia nel triennio 2016-2018 sia nelle stime al 2028.

 

UOVA

Continua la crescita: +24% negli ultimi dieci anni
Secondo i dati FAO, nel 2018 la produzione mondiale di uova ha raggiunto 76,4 milioni di tonnellate, il 23,8% in più rispetto ai 61,7 milioni del 2008. La Cina, da sola, ha totalizzato 466 miliardi di uova, pari al 34% del mercato globale, seguita da Unione Europea, USA e India. Insieme, questi 4 produttori rappresentano quasi il 60% delle uova mondiali, mentre altri 6 Paesi (Messico, Brasile, Russia, Giappone, Indonesia e Turchia) coprono un ulteriore 16% del mercato globale [4].

I consumi saliranno ancora
I consumi di uova sono previsti in crescita per i prossimi anni, specie per l’apporto dei Paesi in via di sviluppo, che hanno scoperto i benefici delle uova quale fonte proteica con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

LE CARNI AVICOLE E LE UOVA IN EUROPA

Produzione stabile, Italia sempre al quinto posto
Nel 2020, i Paesi dell’Unione Europea hanno prodotto 13,9 milioni di tonnellate di carni avicole, un valore sostanziale identico (-0,1%) a quello del 2019 [5]. A seguire, i dati divisi per Paese nel triennio 2019-2021.

In termini generali, il lieve calo è da imputare interamente alla diminuzione delle carni diverse da pollo e tacchino, -13%, mentre la produzione di polli e tacchini ha segnato aumenti, rispettivamente, del +0,4% e +1,6%.

Relativamente all’Italia, il nostro Paese si conferma il quinto produttore di carni avicole nella UE dopo Polonia, Germania, Francia e Spagna, una posizione che, per gli esperti, dovrebbe diventare quarta nel 2021 scavalcando la Spagna. Un aspetto da sottolineare, fra dati consuntivi e previsionali, è che l’Italia è il solo fra i primi sette produttori a mostrare un andamento positivo, anche se in chiaro rallentamento, tanto fra il 2019 e il 2020 (+1,8%) quanto fra il 2020 e il 2021 (+0,1%). Una ulteriore conferma della forte capacità di resilienza dell’avicoltura italiana nel panorama europeo e non solo, di fronte a un anno così straordinario come quello trascorso.

Import/export in flessione, più marcata per le importazioni
Nel 2020 l’export UE fuori dall’Europa ha subito una frenata del -5%, da 1 milione 790 mila a 1 milione 709 mila tonnellate. Più forte in percentuale la caduta delle importazioni, -14%, scese da 594 mila a 511 mila tonnellate.
Si tratta dell’ennesimo esempio di diminuzione nel commercio provocata dalla pandemia da Covid-19 che nel 2020 ha colpito, per primo e con particolare durezza, il Vecchio Continente.

 

UOVA

In Europa, nel 2020 la produzione di uova è stata pari a quasi 7 milioni di tonnellate, +0,9% sul 2019. L’Italia è stato il quarto produttore UE piazzandosi dopo Francia, Germania e Spagna [6].

Si stima che le galline ovaiole siano state circa 366 milioni, di cui il 50% allevate in gabbie arricchite, il 32% a terra, il 12% all’aperto e il 6% in allevamento biologico (fonte: Ismea, Report Tendenze uova da consumo, marzo 2021).

 

[1] Tutte le carni derivate da bovini, suini, pollame, ovini e altri animali.
[2] Numeri, grafici e tabelle, salvo diversa indicazione, derivano da: Fao, Meat Market Review – Overview of global meat market developments in 2020, marzo 2021.
[3] https://www.oecd-ilibrary.org/agriculture-and-food/oecd-fao-agricultural-outlook-2020-2029_1112c23b-en;jsessionid=kf6-5TVPIR31W9D1e9guPgz_.ip-10-240-5-104
[4] https://www.poultryworld.net/Eggs/Articles/2020/6/Global-egg-production-continues-to-rise-604164E/
[5] European Commission, “EU Market Situation for Poultry”, Committee for the Common Organisation of the Agricultural
Markets, 20 May 2021

[6] Per i numeri relativi a produzione, consumi, import/export di uova nella UE, se non diversamente indicato: https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/food-farming-fisheries/farming/documents/eggs-dashboard_en.pdf

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