Commercio con l’estero

Nel 2019 le esportazioni italiane di carni avicole del 4,2% per un totale di 184.300 tonnellate, pari al 13,9% della produzione totale (contro le 176.800, pari al 13,5% del totale, del 2018).

I Paesi della UE sono stati destinatari di oltre i due terzi dell’export avicolo italiano (68%). In particolare, la Germania ha assorbito da sola il 42%, seguita da Grecia (13%) e Francia (7%).
Fra i Paesi Terzi, una notevole importanza hanno avuto le destinazioni africane che, in tutto, rappresentano oltre il 24% dell’export avicolo italiano. I Paesi principali sono Benin (che ha assorbito oltre il 13% del nostro export, quanto la Grecia), Guinea (4,1%), Guinea Equatoriale (3,7%) e Angola (3,1%).

Le importazioni rivestono un ruolo del tutto marginale nel mercato avicolo italiano caratterizzato da un’ampia autosufficienza produttiva. Questa caratteristica distintiva del settore non deve tuttavia far sottovalutare la sempre maggiore pressione e aggressività̀ dei Paesi terzi competitor, come Brasile, Tailandia e Ucraina, poiché́ i flussi di import riguardano soprattutto tagli di carni ad alto valore aggiunto, quindi potenzialmente in grado di penalizzare negativamente il mercato interno.

Nel 2019 le importazioni italiane di carni avicole sono state pari a 93.800 tonnellate, in ulteriore diminuzione rispetto alle 95.100 tonnellate del 2018. Da segnalare che la quasi totalità̀ dell’import (oltre il 96%) proviene dai Paesi UE, principalmente Germania, Paesi Bassi e Polonia.

 

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