Annata avicola 2020

In un anno segnato dalla pandemia da Covid-19, il nostro settore ha continuato a crescere. In Italia, il 99% delle carni avicole consumate proviene dai nostri allevamenti, grazie a una filiera totalmente integrata e pienamente autosufficiente che investe, crea ricchezza e occupazione e garantisce ogni giorno prodotti sicuri, freschi e convenienti.

CARNI AVICOLE

Produzione in lieve aumento, autoapprovvigionamento al 107,5%
Nel 2020 la produzione italiana di carni avicole è stata pari a 1.389.900 tonnellate, l’1,8% in più rispetto al 2019 (1.365.850 tonnellate, dato 2019 revisionato).
Il leggero aumento ha riguardato sia la produzione di carne di pollo (1.030.600 tonnellate, +1,63%) sia, in maniera più decisa, quella di carne di tacchino (313.200 tonnellate, +4,17%) che, insieme, rappresentano la quasi totalità (96%) della produzione avicola nazionale. Le altre specie avicole hanno registrato invece un calo del 9,9%.

Aumentano i consumi dei prodotti a maggiore valore aggiunto
E’ continuato il trend positivo dei prodotti ad alto valore aggiunto – preparati crudi e cotti, impanati, confezionati – riscontrato negli anni precedenti e rafforzato, nel 2020, anche dalla situazione sanitaria (Covid-19) che ha incentivato i consumatori ad acquistare prodotti più facilmente stoccabili quali, appunto, preparati, impanati e confezionati.

Rallenta l’import/export ma migliora ancora la bilancia commerciale
Sul fronte dell’import/export, anche in Italia si è registrato un rallentamento: più marcato per le importazioni, -7,25%, attestatesi a 86.997 tonnellate, quasi impercettibile per l’export, 0,38%, arrivate a 183.568 tonnellate.

I consumi 2020, tenuto conto del saldo fra export e import, si sono attestati a 1.293.300 tonnellate (1.275.350 nel 2019), pari a un consumo pro capite di 21,55 kg: +1,93% rispetto ai 21,15 kg registrati nel 2019 (dati 2019 revisionati). Di seguito, le voci principali del bilancio italiano delle carni avicole negli anni 2019 e 2020 e la bilancia commerciale avicola italiana 2020.


Riguardo alla tipologia di carni avicole, le carni di pollo hanno rappresentato il 74,2% del totale dei consumi, quelle di tacchino il 22,5% e le altre carni il 3,3%.

Sul fronte dei prezzi alla produzione, l’andamento del mercato per l’anno 2020 ha evidenziato una diminuzione pari al -10,9% per il tacchino e al -4,8% per il pollo.

Il settore avicolo rimane l’unico autosufficiente della zootecnia italiana
Anche nel 2020 il settore avicolo italiano ha confermato ottimi livelli di autoapprovvigionamento, risultando complessivamente autosufficiente al 107,5%. Nello specifico, in Italia viene prodotto il 104,8% delle carni di pollo consumate nel nostro Paese e ben il 118,2% delle carni di tacchino.
Per quanto riguarda infine l’anno in corso, le previsioni più aggiornate indicano una sostanziale stazionarietà dei livelli produttivi.

In Europa
L’Italia si conferma il quinto produttore di carni avicole nella UE dopo Polonia, Germania, Francia e Spagna, una posizione che, per gli esperti, dovrebbe diventare quarta nel 2021 scavalcando la Spagna. Un aspetto da sottolineare, fra dati consuntivi e previsionali, è che l’Italia è il solo fra i primi sette produttori a mostrare un andamento positivo, anche se in chiaro rallentamento, tanto fra il 2019 e il 2020 (+1,8%) quanto fra il 2020 e il 2021 (+0,1%). Una ulteriore conferma della forte capacità di resilienza dell’avicoltura italiana nel panorama europeo e non solo, di fronte a un anno così straordinario come quello trascorso.

UOVA

Produzione al +0,7% anche i consumi sono in aumento
Nel 2020 l’Italia ha prodotto 12 miliardi 350 milioni di uova: +0,7% rispetto al 2019 (12 miliardi 258 milioni), mentre le prime stime per il 2021 indicano una tendenza a un ulteriore aumento della produzione nazionale di uova, stimato nell’ordine dell’+0,3%.

Tornando al 2020, considerando il saldo tra export (815.433.000) e import (1.455.000.00), in Italia sono stati consumati 12 miliardi 989 milioni di uova (+3,23% rispetto al 2019), pari a 216 uova a testa (13,5 chili pro capite). Il livello di approvvigionamento del settore uova si conferma pertanto elevatissimo, pari al 95,1%.

Delle 216 uova pro capite consumate nel 2020, circa il 75% è andato alle famiglie (162 uova), mentre il restante 25% (54) è stato impiegato nell’industria, artigianato e collettività: pasta, dolci e preparazioni alimentari varie.

Aumenta il numero di galline allevate a terra, scende quello nelle gabbie arricchite
La produzione nel 2020 è stata garantita da 41 milioni di galline ovaiole accasate in oltre 2.600 allevamenti, di cui 1.444 di grandi dimensioni (con più di mille capi). Secondo i dati registrati in Anagrafe Nazionale, nel 2020 il 49% dei capi in deposizione è stato allevato “a terra”, il 42% in allevamenti con “gabbie arricchite”, il 4% in allevamenti all’aperto e il 5% in allevamenti biologici. Da tenere presente come la quota di uova proveniente da galline in gabbia arricchite (42%) non solo continui a scendere (era del 45% nel 2019 e del 71% nel 2011), ma risulti notevolmente inferiore alla media europea, pari al 49,5% (fonte: Ismea, Report tendenze uova da consumo, marzo 2021).

In Europa
In Europa, nel 2020 la produzione di uova è stata pari a quasi 7 milioni di tonnellate, +0,9% sul 2019. L’Italia è stato il quarto produttore UE piazzandosi dopo Francia, Germania e Spagna.

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