L’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) ha pubblicato il report Tendenze e dinamiche recenti – Aprile 2025 sul settore avicolo italiano.
Secondo il report, le avicole sono, tra le carni fresche, quelle che nel 2024 e nei primi mesi del 2025 hanno mostrato la miglior performance, favorite in parte da lievi ridimensionamenti dei prezzi, a fronte del rincaro delle altre carni. Si stima che ogni italiano abbia mangiato in media 21,9 kg di carne avicola, il dato più alto degli ultimi 10 anni, (+4,4% rispetto al 2023). Il tasso di autoapprovvigionamento si attesta al 107% confermando la completa autosufficienza del settore e la predisposizione all’export verso nuovi mercati.
Nell’Unione europea, la produzione di carni avicole è stata in costante crescita negli ultimi venti anni (fanno eccezione solo il 2021 e il 2022). Nel 2024, con un + 5% sul 2023, arriva al livello più alto mai raggiunto.
L’Italia si posiziona al quinto posto con una quota dell’11% e una produzione che è cresciuta negli ultimi anni a ritmi meno sostenuti, ma ha puntato su innovazione, differenziazione e miglioramento degli standard qualitativi degli allevamenti e delle carni, con prospettive che potrebbero prevedere un’espansione geografica del mercato. Nel 2024 la crescita della produzione nazionale è solo poco sotto la media europea (4,1% contro +5,5%).
Nel 2024 la produzione di carne avicola in Italia torna ad allinearsi ai livelli precedenti, con un incremento del +4,2% sul 2023 quando già aveva messo a segno un primo recupero, dopo le flessioni del 2021-2022.
Crescono in misura lieve le importazioni di carne, che rappresentano una quota molto contenuta sulle disponibilità totali (7%), così come aumentano le esportazioni (+5,3%) cui viene destinato il 14% della produzione nazionale.
L’indice di penetrazione nelle famiglie nel 2024 è del 94,4% contro il 92% per le carni bovine e l’82% per le suine. Le carni avicole fresche vendute nel 2024 rappresentano il 44% del volume del totale della carne venduta. Rispetto al 2023 questo è aumentato del +4,6% ed ha continuato a crescere nei primi mesi del 2025 (+5,7% nel primo trimestre).
In relazione ai canali distributivi, il quadro 2024 consolida e amplifica la situazione dell’anno precedente, con la netta prevalenza di supermercati (quota del 39%) e discount (28%). Entrambi i canali registrano dinamiche positive rispetto al 2023 (+8,4% e +6,9%) e confermano la tendenza con un ulteriore incremento anche nei primi due mesi del 2025 (+1,9% i supermercati e +7,2% i discount). Tra le carni avicole, la referenza prevalente sugli acquisti è il petto di pollo, che pesa per il 58% in valore e per il 48% in volume.
Fonte: Ismea



