Rabobank: il settore internazionale avicolo affronta una continua volatilità

Secondo l’ultimo rapporto trimestrale di Rabobank l’attuale volatilità degli scambi commerciali, in particolare con il Brasile, continua a mettere in discussione i margini del settore avicolo internazionale

In Brasile le ispezioni effettuate in diversi impianti di trasformazione, l’impatto dello sciopero dei camion nel secondo trimestre dell’anno, e le misure restrittive sulle importazioni di pollo da parte della Cina, continuano infatti ad avere ripercussioni anche a livello globale.

Un altro problema che affligge il settore avicolo globale è la crescente volatilità dei prezzi dei cereali e dei semi oleosi,causati della siccità estiva e dalle questioni commerciali. Inoltre, gli ultimi focolai di influenza aviaria alimentano le preoccupazioni degli allevatori, in particolare con l’approssimarsi della stagione migratoria degli uccelli selvatici.

Nan-Dirk Mulder, analista di Rabobank, ha sottolineato che anche “il recente focolaio di peste suina africana (ASF) in Cina può avere un impatto anche sui mercati mondiali di pollame. Se l’epidemia si diffonderà rapidamente, potrebbe verificarsi una significativa carenza di suini cinesi, comportando pressioni sui prezzi della carne suina prodotta localmente. Nel prossimo anno quindi i consumatori cinesi potranno decidere di passare dal maiale al pollo, stimolando un aumento dei prodotti avicoli”.

Ma nonostante queste sfide, sarebbe sbagliato dipingere un’immagine troppo pessimistica del settore avicolo dato che le prestazioni dell’industria sono ancora buone in molte parti del mondo. Secondo il rapporto le industrie di Asia, Africa ed Europa stanno attualmente registrando discreti margini, grazie a un’offerta e una domanda bilanciate. Si prevede in particolare un forte margine nei paesi dell’Unione europea grazie all’aumento dei prezzi del petto. Le importazioni provenienti dal Brasile (in calo dell’11% nel secondo trimestre)  aiuteranno i paesi dell’Ue. sebbene la rapida crescita produttiva di alcune nazioni dell’Europa centrale e orientale desta qualche preoccupazione.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti Rabobank prevede un rallentamento nel quarto trimestre dell’anno in corso, con un calo dei prezzi dei polli. È probabile che ci sia una quantità eccessiva di pollo e altre fonti proteiche e quindi si spera in un aumento delle esportazioni verso Cuba, Vietnam e Taiwan.

Nel frattempo, il Brasile è ancora vittima di una “tempesta perfetta”: nel secondo trimestre 2018 l’industria avicola brasiliana infatti ha registrato un calo storico del 20% delle esportazioni, in particolare in Europa e in Arabia Saudita. Nello stesso periodo la produzione è diminuita complessivamente del 5% anche se ora mostra segni di ripresa. Inoltre l’attuale debolezza della valuta brasiliana potrebbe rafforzare la posizione in termini esportativi.

Fonte WattAgNet