“Nuove tecniche di editing genetico, grave lo stop Ue”

Lo stop all’uso delle nuove tecniche di editing genetico sancito dalla Corte di giustizia Ue alimenta le contestazioni e il rammarico di un ampio fronte di organizzazioni. “Avremmo sperato in una decisione diversa, capace di ridare slancio alla ricerca e all’innovazione nella filiera agroalimentare italiana ed europea”, il commento di Deborah Piovan, portavoce di Cibo per la Mente, il manifesto per l’innovazione nel settore agroalimentare italiano sottoscritto da 13 associazioni della filiera: Agrofarma, Aisa, Assalzoo, Assica, Assitol, Assobiotec, Assofertilizzanti, Assosementi, Cia, Confagricoltura, Unaitalia, Uniceb e Unionzucchero.

Recentemente infatti la Corte di giustizia Ue ha stabilito che la direttiva sugli Ogm deve applicarsi anche agli organismi ottenuti con tecniche sviluppate dopo la sua adozione. La sentenza è stata emessa in risposta al ricorso di un gruppo di associazioni francesi contro l’uso di sementi ottenute mediante mutagenesi sito-specifica, una biotecnologia di selezione vegetale di ultima generazione. Questo significa che solo le varietà ottenute per mezzo di tecniche di mutagenesi tradizionale, cioè utilizzate in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza, sono esentate dagli obblighi della direttiva Ogm.

È necessario cambiare radicalmente l’approccio al tema del miglioramento genetico per andare verso un sistema capace di valutare il prodotto e non la tecnica utilizzata per ottenerlo”, prosegue Piovan in una nota stampa “Parallelamente è indispensabile coinvolgere la società civile sulle sfide da risolvere e sulle opportunità per affrontarle. Si deve aprire una nuova epoca di comunicazione fra mondo della produzione, ricerca, politica e società. Cibo per la mente vuole contribuire a questo dibattito”.

La decisione di inserire le varietà ottenute con le new breeding techniques nella stessa normativa che regola gli Ogm non è stata accolta positivamente neanche da Assosementi, che paventa il rischio di un blocco della ricerca in ambito agricolo, con conseguente compromissione dello sviluppo competitivo della filiera agroalimentare. “Sebbene sia necessaria una più dettagliata analisi dal punto di vista legale, la prima reazione del settore sementiero è di disappunto e grande preoccupazione” ha commentato il presidente Giuseppe Carli “Si tratta di un duro colpo per l’agricoltura europea con gravi conseguenze che ricadranno inevitabilmente su tutto il sistema e sui cittadini europei: grazie alle new breeding techniques è possibile introdurre più velocemente e con più precisione quelle modifiche genetiche che avvengono spontaneamente in natura”. Il tutto nell’ottica di “rispondere meglio alle richieste dei consumatori, sviluppando varietà nuove più nutrienti, sane, gustose, convenienti e diversificate”.

Per Nicola Santini, presidente sezione ortive di Assosementi “questa sentenza fa perdere terreno sulla strada della ricerca, elemento fondamentale per la competitività di ogni settore. Non va inoltre dimenticato che le tecniche appena respinte dalla Corte europea sono invece accettate in Paesi terzi nostri diretti competitor come Usa e Cina, per fare solo due esempi. In considerazione del fatto che i prodotti ottenuti con tali nuovi metodi sono del tutto indistinguibili da quelli derivanti dal breeding tradizionale, è lecito attendersi una graduale e progressiva perdita di competitività dei nostri prodotti“.

Per la Cia-Agricoltori Italiani “è sbagliato paragonare le nuove tecniche di mutagenesi agli Ogm e, di conseguenza, assoggettarle agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria in materia. Le nuove opportunità offerte dalla ricerca vegetale sono straordinarie. L’innovazione biotecnologica dovrà basarsi sulle moderne tecniche della cisgenetica e soprattutto del genome editing, che permettono di superare la questione degli Ogm e di rilanciare la ricerca anche sulle varietà, valorizzando la biodiversità e la tipicità; parlare solo di Ogm vuol dire continuare a concentrare l’attenzione su una tecnologia sempre più datata, sottovalutando le nuove tecniche per un’agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale e della sicurezza alimentare”.

Fonte Italiafruit News