Nuova strategia di sorveglianza per l’influenza aviaria

L’influenza aviaria altamente patogenica (HPAI) rimane una seria minaccia per l’industria avicola mondiale. Ma una nuova tecnica canadese è stata progettata per individuare la presenza della malattia negli uccelli selvatici, creando in questo modo un aiuto reale per affrontare e controllare le epidemie

Secondo la Canadian Wildlife Health Cooperative, la rete di partner e collaboratori canadesi che si è dedicata a studiare questo nuovo sistema, le strategie di sorveglianza dell’influenza aviaria devono, in primo luogo, concentrarsi sugli uccelli acquatici selvatici, “in genere portatori di virus asintomatici, e responsabili della trasmissione a lunga distanza dell’influenza aviaria, diffondendo il virus durante la migrazione in nuove aree geografiche“.

La Cooperativa sottolinea che la sovrapposizione delle rotte migratorie degli uccelli selvatici aiuta il riassortimento dei geni dei virus: infatti cinque epidemie di influenza che hanno interessato il Nord America nel 2015 sono state causate da un virus che conteneva un segmento H5 eurasiatico e un segmento N2 nordamericano. Inoltre “il riscaldamento globale e i relativi cambiamenti dei modelli migratori potrebbero favorire una maggiore incursione dei virus eurasiatici nel Nord America. Questo è particolarmente problematico perché i virus eurasiatici tendono ad essere più patogeni sia per le persone che per il pollame e potrebbero portare ad un aumento della frequenza e della gravità delle epidemie di influenza del Nord America. E il movimento su lunghe distanze dei virus rende difficile prevedere i ceppi virali circolanti, il che a sua volta limita la possibilità di sviluppare programmi di vaccinazione efficaci di prevenzione per il pollame“.

In Canada e negli Stati Uniti i programmi di sorveglianza destinati agli uccelli acquatici selvatici prevedono il campionamento e la verifica su singoli capi. Tuttavia, nel 2015, questo gruppo di esperti provenienti da diverse agenzie, invece di testare il virus dell’influenza aviaria negli uccelli selvatici, ha analizzato i sedimenti contenenti le feci degli uccelli selvatici presenti nelle zone umide. Molti risultati dei test hanno dimostrato che l’aviaria è stata rilevata in una proporzione significativa di campioni. La Cooperativa sottolinea che si tratta di un tasso di rilevamento molto alto rispetto a quello del programma di sorveglianza nazionale dell’influenza aviaria nazionale, che è inferiore all’1%.

Per valutare ulteriormente questo approccio di sorveglianza, è stato appena dato il via ad un nuovo progetto chiamato “Analisi genomica dei sedimenti delle zone umide come strumento per la sorveglianza e la prevenzione dell’influenza aviaria“, supportato da un investimento di oltre 2,5 milioni di dollari di provenienza pubblica e privata. In questo progetto di follow-up, il team determinerà come trasferire la tecnologia applicata all’interno dei programmi nazionali di sorveglianza dell’influenza aviaria.

Fonte The Poultry Site