Negli Stati Uniti record di consumi di carne e pollame

Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2018 il consumatore medio statunitense mangerà 222,2 chili di carne rossa e pollame. Un vero e proprio record. Grazie al basso costo dei cereali i produttori zootecnici stanno espandendo la produzione che quest’anno dovrebbe raggiungere un massimo storico.

L’aumento del consumo di carne e pollame è la continuazione di un trend in atto. Secondo Rabobank Food & Agribusiness Research and Advisory, nel 2016 il consumo di carne negli USA ha registrato il suo maggiore incremento in 40 anni.

I consumatori affermano di voler mangiare in modo più sano e sono più attenti all’ambiente, e allo stesso tempo non sono disposti a rinunciare o a ridurre significativamente il consumo di carne.  Uno studio di Midan Marketing ha rivelato che i Millennial rappresentano la più grande generazione di acquirenti di carne. Secondo quanto riportato da Beef Magazine nel 2016 questa fascia di consumatori ha speso per le proteine animali circa 75,4 milioni di dollari.

Nei supermercati i prezzi di carne e pollame sono sempre più bassi con l’aumentare dell’offerta e a novembre negli USA il prezzo del petto di pollo ha raggiunto il minimo da 5 anni a questa parte. Ma anche bistecche e prosciutti sono sempre meno cari, come mostrano i dati del governo.

La previsione di consumo record di carne e pollame è contestuale ad un aumento delle vendite di alimenti a base vegetale dell’8,1%. Secondo i dati Nielsen, nelle 52 settimane che terminano a metà agosto, le carni di origine vegetale hanno rappresentato il 2,1% delle vendite di prodotti a base di carne refrigerata e congelata venduti al dettaglio. Packaged Facts predice che, nonostante le sfide delle alternative proteiche vegetali, carne e pollame rimarranno “pilastri“.

Nel suo rapporto “Meat & Poultry: U.S. Retail Market Trends & Opportunities”. Packaged Facts prevede che nel 2021 le vendite di carne, pollame e sostituti della carne sfioreranno i 100 miliardi di dollari. I sostituti della carne copriranno meno di 2 miliardi. Quindi, se i prezzi dei prodotti a base di carne e pollame continueranno a calare, i consumatori continueranno a comprarli e consumarli, anche se occasionalmente li mescoleranno con piatti a base vegetale.

Ma al successo del settore zootecnico si affianca quello delle alternative proteiche a base vegetale. Osservando questa tendenza grandi produttori di alimenti stanno acquistando società “a base vegetale perché sanno che è in crescita la domanda per questo tipo di prodotti: l’anno scorso, Tyson Foods ha acquisito una partecipazione del 5% di Beyond Meat, e recentemente ha incrementato il suo investimento, mentre Nestlé ha acquisito Sweet Earth, un’azienda produttrice di alimenti vegetali con sede in California.

Fonte Food Dive