Negli allevamenti avicoli inizia a decollare la realtà virtuale

Sono sempre di più i segnali che confermano quanto la realtà virtuale stia iniziando a fare la vera differenza sia per i consumatori che per gli allevatori di pollame.

Negli USA il National Chicken Council (NCC) lo scorso mese ha annunciato di aver sviluppato una serie di video in realtà virtuale che mostrano le varie fasi della vita di un pollo in un sistema di allevamento commerciale. La nuova esperienza fa parte del programma di NCC chiamato Chicken Check In, che serve ai consumatori per ottenere le informazioni su come vengono allevati la maggior parte dei broiler. I video di realtà virtuale riprendono le fasi della vita del pollo e possono essere visualizzati su telefono cellulare, tablet o desktop. I consumatori hanno a disposizione un video bidimensionale che, a differenza della visione passiva, può essere ruotato in 4 direzioni. I video riguardano tutte le fasi produttive: dall’incubazione, all’allevamento, fino all’impianto di lavorazione.

Tom Super portavoce di NCC sa “che i consumatori vogliono sempre più informazioni su come vengono prodotti i polli che mangiano e la maggior parte di loro non ha mai visitato un allevamentoQuesti video ci permettono di portarli all’interno in modo assolutamente diverso. Attraverso i nostri tour di realtà virtuale, gli spettatori sono in grado di capire il modo in cui la maggior parte dei polli viene covata, cresciuta e lavorata negli Stati Uniti. Si tratta di un’esperienza assolutamente immersiva“.

Presso l’Università dell’Iowa sono state sperimentate altre forme di realtà virtuale: il professor Austin Stewart, ha sviluppato Second Livestock, un progetto attraverso il quale sui polli vengono inseriti sistemi di realtà virtuale. Ciò consente loro di sperimentare le emozioni del free-range anche vivendo all’interno. La Virtual Free Range combina i benefici fisici e psicologici della vita all’aperto con la sicurezza dell’agricoltura convenzionale. I polli sono infatti liberi di vagare, socializzare e persino mangiare “cibo virtuale“, che appare nel mondo virtuale dove si trovano allocati le loro mangiatoie.

La realtà virtuale può aiutare anche a formare gli addetti dei vari settori, in particolare quelli delle linee di elaborazione. Ad esempio, può essere utilizzata per addestrare gli operatori su come tagliare la carne, camminare in un capannone senza disturbare gli animali o persino come controllarli. 

Uno degli ultimi traguardi riguarda poi la realtà aumentata, che migliora la visione del mondo da parte dell’utente sovrapponendo informazioni alle immagini o mostrando cose che l’occhio umano non può rilevare. I ricercatori di un programma di ricerca della Georgia Tech hanno progettato due sistemi che proiettano istruzioni grafiche derivanti da un sistema di ispezione automatizzato sugli avicoli all’interno di una linea di lavorazione. I simboli indicano ai lavoratori come tagliare o, se necessario, come scartare prodotti difettosi.

La realtà aumentata può anche essere utilizzata dal consumatore per ricevere maggiori informazioni sulla sua origine o sui processi cui è stato sottoposto il cibo che mangia.

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