L’utilizzo delle alghe negli allevamenti di ovaiole

L’inserimento delle alghe nelle diete destinate alle galline ovaiole può comportare diversi aspetti positivi: stimola la produzione di uova di qualità, con maggiori benefici per la salute delle persone, può contribuire a migliorare il colore del tuorlo e può influenzare il livello di produzione delle galline.

Le alghe contenenti omega-3 ad alto tenore di DHA possono infatti contribuire a migliorare la salute delle ovaiole che quindi risultano più produttive e, oltre a portare maggiori profitti agli allevatori, possono contribuire alla salute umana. Anche le uova prodotte, infatti, risultano arricchite con omega-3 DHA che per gli esseri umani è collegato al miglioramento della funzione cognitiva e della capacità di apprendimento, in particolare nei bambini con disturbi da deficit di attenzione e iperattività; inoltre negli adulti il DHA contribuisce alla riduzione delle malattie coronariche, della depressione e dell’Alzheimer.

Molti studi hanno confermato che integrare la farina di soia destinata a broiler od ovaiole con il 10% di microalghe non comporta effetti negativi. I polli da carne alimentati con il 10% di microalghe hanno registrato guadagni di peso simili a quelli alimentati con una dieta convenzionale. Anche le ovaiole hanno mostrato un tasso di produzione e un peso dell’uovo standard. Ma la differenza più evidente è stata che i tuorli contenevano il 24% in meno di colesterolo.

L’integrazione del mangime per animali con sostanze nutritive come la DHA premette la produzione di prodotti animali arricchiti, che hanno il potenziale di migliorare la salute e l’alimentazione delle persone che li assumono.

Per quanto riguarda il tuorlo, i pigmenti che gli conferiscono un colore giallo o arancione appartengono a un ossicarotenoide chiamato xantofille. Come regola generale, per ottenere una saturazione del colore soddisfacente, il mangime deve contenere almeno 15-20 ppm di xantofille. Tra gli ingredienti comunemente disponibili, il mais è considerato una buona fonte di xantofille (20 ppm), seguito dalla farina di glutine di mais (275 ppm) e dalla farina di erba medica, che invece viene usata raramente (175 ppm). Come fonte di pigmenti naturali sono state studiate anche le microalghe dato che, è stato dimostrato, possono contenere fino a 2.000 ppm di xantofille.

Gli alimenti destinati alle ovaiole a base di mais, e integrati con farina di erba medica o farina di glutine di mais, possono soddisfare la necessità di produrre uova completamente naturali, con una sufficiente colorazione del tuorlo. Un colore più deciso può essere ottenuto usando petali di calendula e alghe, ma la composizione di questi ingredienti può essere molto variabile.

La clorella è un’alga microscopica a cellula singola. Y. Asrarov (1972) ha dimostrato che includendo la clorella nell’alimentazione delle ovaiole la qualità della deposizione può crescere di circa il 24%. Alcuni ricercatori hanno testimoniato che la dose ottimale di clorella va tra i 5 e i 7 grammi in caso di polvere, e tra i 7 e i 10 grammi in caso di pasta, e fino a 50 ml in caso di sospensione orale. Grazie alla polvere di clorella è stato raggiunto un aumento dell’incremento medio giornaliero del peso pari all’11%; nel caso della pasta l’incremento è stato tra il 13% e il 16% e del 12-40% per la sospensione. Gli esperimenti condotti da A. Myzafarov e H. Nakamura hanno dimostrato che l’uso della polvere di clorella ha aumentato la qualità della deposizione delle uova del 20-30%, la pasta (0,5-2 g al giorno) l’ha stimolata del 26-30%. La quantità di vitamine nel fegato è aumentata di circa 2-3 volte.

Fonte WattAgNet