Ismea, industria alimentare: col Covid persi 24 miliardi di euro

Secondo le stime elaborate dall’ISMEA, sul fronte interno, la crisi Covid-19 impatterà sul settore agroalimentare attraverso un calo dei consumi extra-domestici di circa il 39%, per un ammontare che si aggirerebbe, quindi, attorno ai 34 miliardi di euro. Questo dato non tiene conto di altri fattori di incertezza legati alla recessione economica che potrebbero influenzare la domanda delle famiglie, né degli effetti dei provvedimenti di sostegno adottati dal governo. Se si considera l’impatto d’insieme sul totale della spesa agroalimentare delle famiglie, tendendo conto dell’effetto in parte compensativo dei consumi tra le mura domestiche, la perdita potrebbe aggirarsi attorno al -10% per il 2020, pari a un valore di circa 24 miliardi di euro. E’ il quadro disegnato da Ismea nel “Rapporto sull’industria alimentare in Italia” realizzato per Federalimentare.

La crisi in atto è di portata ben maggiore da quella provocata dal crollo finanziario dell’autunno 2008, con attese di riduzione di PIL, export e produzione industriale più imponenti rispetto a quanto registrato una decina di anni fa.  D’altro canto, proprio perché innescata da fattori di natura extraeconomica, l’attuale crisi potrebbe trovare un’uscita più rapida, almeno sotto l’aspetto commerciale e produttivo, di quella targata “Lehman Brothers”, che purtroppo non ha ancora estinto i suoi effetti. Non si può dimenticare, infatti, che il PIL italiano (a prezzi costanti) ha chiuso nel 2019 ancora sotto il livello del 2007, con una capacità produttiva che permane tuttora di 20 punti rispetto al periodo pre-crisi.

Scarica qui il rapporto completo Ismea> http://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10917

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