Integrare i polli nella produzione vegetale

Alcuni ricercatori dell’Iowa State University stanno esplorando in che modo l’integrazione dei polli nelle rotazioni delle colture orticole stimoli benefici ambientali ed economici per i coltivatori.

Al momento, gli scienziati, giunti al secondo anno di ricerca, stanno testando cosa succede quando un gruppo di broiler vive su un campo vegetale solo per una parte dell’anno. I mangimi destinati agli uccelli vengono lasciati dopo che le verdure sono state raccolte e il terreno fertilizzato con le loro deiezioni. Questo approccio integrato potrebbe ridurre gli input necessari dall’esterno dell’azienda e fornire ai produttori anche opzioni di rotazione delle colture sostenibili.

In questa fase su mezzo acro di terra dell’azienda di ricerca dell’università sono state testate le seguenti variabili: una coltura vegetale (lattuga o broccoli) all’inizio della stagione di crescita, seguita dai polli, seguiti successivamente da una coltura di copertura più avanti nell’anno; oppure una coltura vegetale, seguita da 2 mesi di una coltura di copertura, e a seguire polli; oppure coltura vegetale, cui seguono colture di copertura, senza polli.

Il test ha coinvolto 40 broiler, che vivono in 4 cooperative mobili. I ricercatori li spostano ogni giorno per assicurarsi che gli animali abbiano accesso a foraggi freschi e impediscano al concime di concentrarsi su una determinata parte del campo. Intorno al campo una recinzione elettrica tiene lontani i predatori.

I broiler vengono pesati periodicamente per raccogliere dati sull’efficienza con cui convertono il cibo in massa corporea; inoltre vengono raccolti i dati sul modo in cui l’alimentazione influisce sulla salute e sulle prestazioni degli animali.

Ajay Nair, professore associato di orticoltura, spiega che i ricercatori stanno esaminando diverse sfaccettature associate alla sostenibilità. L’azoto e il fosforo depositati nel terreno attraverso le deiezioni dei broiler potrebbero alleviare parte del fabbisogno di fertilizzanti, mentre il trattamento delle colture di copertura può impedire la perdita di nutrienti nei corsi d’acqua.

Potremmo arrivare a risultati che aiutino davvero il suolo, ma se il sistema non è economicamente stabile, dubito che i coltivatori saranno disposti ad adottarlo“, ha detto.

La ricerca in corso è attualmente supportata da una borsa di ricerca ma l’Università sta cercando finanziamenti supplementari per analizzare gli aspetti legati alla salute degli animali e a quelli della gestione dei parassiti.

Fonte Poultry World