Il sistema di controllo italiano sulle proteine animali trasformate

La Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea (DG SANTE) ha pubblicato il report finale di un’ispezione effettuata in Italia lo scorso marzo per valutare le misure messe in atto dalle Autorità competenti per assicurarsi che i requisiti comunitari riguardante l’igiene, la tracciabilità e il commercio delle proteine animali trasformate (PAP) fossero attuati dai principali operatori commerciali, come richiesto dai regolamenti comunitari 1069/2009, 142/2011, 999/2001 e 882/2004.

Secondo quanto riportato dalla DG SANTE in merito ai principali requisiti di tracciabilità e igiene le Autorità italiane hanno messo in atto un sistema di controlli ufficiali molto ampio (ispezioni e campionamenti) applicabile alla produzione e al commercio delle PAP.

L’attuazione del sistema è supportata da una chiara definizione delle responsabilità e gli strumenti assicurano che lo staff ufficiale sia bene a conoscenzia dei principali requisiti legali. Tutto ciò garantisce una buona base per assicurare che, in generale, i controlli sull’attuazione dei requisiti di igiene e di identificazione e tracciabilità delle PAP siano ampiamente efficienti.

Tuttavia in una regione gli operatori registrati come commercianti e trasportatori non sono controllati frequentemente come richiesto, l’approvazione e registrazione di alcuni impianti e operatori non è sempre accurata e le liste degli impianti nella catena di produzione e l’uso di PAP non ruminanti per il settore dell’acquacoltura non sono accurate. Questa carenza in parte mina la generale efficacia del sistema dei controlli ufficiali.

Per quanto riguarda la verifica dell’attuazione dei requisiti specifici relativi al commercio di PAP sono state trovate le seguenti carenze: l’obbligo di informare, tramite TRACES, le autorità competenti degli Stati membri d’origine dell’arrivo delle partite di PAP non è stato ancora pienamente applicato e per le spedizioni di fertilizzante organico/ammendante contenenti PAP da inviare ad altri Stati membri non è ancora stato considerata la notificazione in TRACES; i controlli ufficiali sull’esportazione di PAP contenenti proteine originarie dai ruminanti non sono completamente implementati.

Complessivamente, questi difetti in parte compromettono la solidità delle misure che impongono il divieto dei mangimi nel settore dell’acquacoltura e l’affidabilità generale del flusso di informazioni nel commercio di PAP e PAP contenenti proteine di ruminanti.

Fonte Commissione europea