Il sistema di controllo della salute animale in Bosnia ed Erzegovina

La Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG Sante) della Commissione europea ha pubblicato il report relativo ad una ispezione effettuata lo scorso maggio in Bosnia ed Erzegovina per valutare i controlli sulla salute animale in atto sulla carne di pollame e i prodotti a base di carne di pollame destinati all’esportazione verso l’Unione europea, in particolare per quanto riguarda l’influenza aviaria e la malattia di Newcaste.

In generale il quadro normativo sulla salute del pollame è ricavato dalla normativa europea, e le misure legali richieste per controllare le due malattie hanno gli effetti uguali a individuati dalla normativi comunitaria.

Tuttavia non c’è sempre una piena attuazione delle norma, il che potrebbe ritardare la conferma di alcuni casi sospetti e facilitare la diffusione delle malattie stesse. Il sistema di quarantena per le uova da cova e gli animali importati, e il metodo di campionamento applicato durante questo periodo, minimizzano il rischio di introdurre queste infezioni all’interno degli allevamenti commerciali. I metodi di sorveglianza stabiliti a livello nazionale per l’influenza aviaria non sono però attivati.

Il basso livello dei casi sospetti e i ritardi osservati nelle azioni ufficiali indicano un rischio di individuazione tardiva dei focolai. Nel corso del 2017 i tre casi confermati di influenza aviaria ad alta patogenicità sono stati ben controllati, ma l’assenza di visite regolari alle aziende situate nella zona a più alto rischio, e i controlli incompleti attuati in caso di concessione di una deroga totale, avrebbe potuto mettere a rischio tutto il sistema di controllo.

Sebbene il pollame sia vaccinato contro la malattia di Newcastle e l’ultimo focolaio notificato sia stato nel 1998, le autorità non hanno una visione d’insieme della copertura vaccinale. L’assenza di un piano di emergenza, unitamente al fatto che la malattia di Newcastle non viene presa in considerazione quando vengono analizzate le malattie avicole e il fatto che il metodo analitico non è di routine, indica che è improbabile che un futuro focolaio della malattia di Newcastle venga individuato precocemente.

Il Laboratorio nazionale di riferimento può rilevare e analizzare in modo affidabile e rapido il virus dell’influenza A, ma non la malattia di Newcastle.

Le procedure presso i macelli e gli stabilimenti di trasformazione non consentono ai funzionari di certificazione di verificare tutti gli attestati obbligatori in relazione al certificato di esportazione dell’UE (ad esempio la separazione tra pollame ammissibile e non ammissibile dall’UE) e le ispezioni ufficiali post-mortem non riguardano il 100% delle carcasse.

Fonte Commissione europea