I rischi legati alla presenza di diacetossiscirpenolo 4,15 negli alimenti e nei mangimi

Il diacetossiscirpenolo 4,15 (DAS) è una micotossina prodotta principalmente dal Fusarium fungi e presente prevalentemente nei cereali.

A seguito di una richiesta della Commissione europea, il Gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) dell’Efsa ha valutato il rischio per la salute umana e animale correlata alla presenza di DAS negli alimenti e nei mangimi.

Le informazioni disponibili sulla tossicità e sulla tossicocinetica negli animali da esperimento e da allevamento sono molto limitate. A causa della scarsità dei dati disponibili, sono quindi stati stabiliti valori di guida umana acuta e cronica basata sulla salute (HBGV) valutati sulla base dei dati ottenuti negli studi clinici in cui il DAS è stato usato come agente antitumorale (anguidina) attraverso somministrazione endovenosa a pazienti oncologici.

Il gruppo CONTAM ha considerato questi dati come informazioni utili alla caratterizzazione dei pericoli della DAS dopo un’esposizione orale. I principali effetti avversi dopo una esposizione acuta e ripetuta sono stati vomito (il livello che non causava effetti (NOAEL) era pari a 32 μg di DAS per kg di peso corporeo) ed ematotossicità (NOAEL pari a 65 μg DAS per kg di peso corporeo).  A seguito di questi dati è stata stabilita una dose di riferimento acuta (ARfD) pari a 3,2 μg DAS per kg di peso corporeo e una dose giornaliera tollerabile (TDI) pari a 0,65 μg di DAS per kg di peso corporeo.

Sulla base di oltre 15.000 dati di occorrenza, le più elevate esposizioni dietetiche acute e croniche sono state rispettivamente stimate a 0,8 e 0,49 μg di DAS per kg di peso corporeo al giorno, dati che non risultano preoccupanti per la salute umana.

Le limitate informazioni a disposizione per pollame, suini e cani hanno indicato un basso rischio per questi animali se esposti ai livelli di esposizione al DAS stimati nelle attuali pratiche di alimentazione, con la possibile eccezione del pollo all’ingrasso.  Assumendo una sensibilità simile o inferiore per il pollame, il rischio è stato considerato complessivamente basso per altre specie di animali da reddito e da compagnia, per le quali non sono disponibili dati di tossicità. In considerazione delle somiglianze di diversi tricoteceni e della probabilità di coesposione attraverso alimenti e mangimi, potrebbe essere opportuno eseguire una valutazione del rischio cumulativo per questo gruppo di sostanze.

Fonte Efsa