I produttori britannici chiedono un aumento dei prezzi delle uova

In Gran Bretagna, a causa del continuo aumento dei prezzi dei mangimi, i produttori di uova free range chiedono un aumento dei prezzi del loro prodotto.

Negli ultimi tempi il clima secco ha causato scarsi rendimenti nella produzione di frumento e l’effetto a catena è stato avvertito anche dai produttori di uova: alcuni di loro hanno addirittura segnalato un aumento dei costi dei mangimi vicino al 50%.

Nel Regno Unito molti produttori pagano il mangime anche 270 sterline per tonnellata: questo significa che rispetto all’inizio dell’anno un’azienda di medie dimensioni si trova a dover pagare fino a 40.000 sterline in più.

Robert Gooch, direttore esecutivo della British Free Range Egg Producers Association, afferma che la situazione è insostenibile e ha chiesto un aumento dei prezzi delle uova per attenuare l’impatto. “I produttori di uova free range sono esposti ad una forte volatilità, soprattutto a causa del clima caldo e secco. Il mese scorso abbiamo visto che le difficili condizioni del mercato hanno spinto 17 produttori fuori dal mercato, e temo che non saranno gli unici. Ogni volta che il prezzo dei mangimi sale, i piccoli produttori con un margine esiguo, si trovano a dover affrontare una situazione difficile: per loro non ci vuole molto a trasformare i profitti in perdite“.

Gooch ha aggiunto che è necessario un aumento dei prezzi, ma i rivenditori devono contribuire a prevenire il ripetersi della situazione offrendo contratti che collegano il prezzo dei mangimi a quello delle uova.

I rivenditori devono garantire ai produttori la possibilità di un contratto in base al quale il prezzo dei mangimi si riflette in quello del loro prodotto. Quando il prezzo del mangime cala, diminuisce quello delle uova e viceversa. Alcuni rivenditori, e i loro imballatori, dovrebbero essere encomiati per questo genere di contratti, che tuttavia devono essere offerti su tutta la catena, come nei settori dei broiler e dei suini“.

Fonte The Poultry Site