I controlli sui prodotti avicoli ucraini destinati all’esportazione in UE

La Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione europea ha pubblicato un report sull’ispezione effettuata in Ucraina lo scorso giugno per valutare i controlli sulla salute animale in essere relativamente alle esportazioni verso l’Unione europea di carne di pollame, uova e relativi prodotti.

Principale obiettivo era valutare se l’applicazione delle misure per il controllo dei focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità fornivano garanzie equivalenti almeno ai principali requisiti comunitari sulla salute animale, al fine di permettere alle Autorità competenti dell’Ucraina di verificarne la conformità alle condizioni richieste dalle certificazioni per l’esportazione di carne di pollame, prodotti carnei, uova e ovoprodotti.

Inoltre intendeva verificare l’attuazione delle misure adottate dalle Autorità competenti ucraine in risposta alle raccomandazioni del report DG(SANCO)/2010-8808.

In generale l’Autorità competente del paese ha sviluppato un piano di sorveglianza attiva completo e ben bilanciato relativamente alla presenza dell’influenza aviaria negli allevamenti commerciali, in quelli da cortile, e nella fauna selvatica, attuato in larga parte come previsto.

Dall’inverno del 2016 tutti i focolai di aviaria confermati sono stati individuati attraverso la sorveglianza passiva. Malgrado l’identificazione della HPAI negli uccelli migratori selvatici sia nel 2016 che nel 2017, solo pochi casi sospetti nel pollame sono stati sottoposti a controllo da parte dei laboratori designati. Inoltre l’assenza di un sistema di compensazione per le significative perdite associate ai focolai di HPAI negli allevamenti commerciali (che invece sono disponibili per gli allevamenti da cortile) non incoraggia la notifica di casi sospetti e mina l’efficacia della sorveglianza per un’identificazione tempestiva del focolaio.

L’Autorità centrale ha reagito in modo efficace ai focolai di aviaria 2016/2017. L’applicazione delle misure di controllo ed eradicazione, come la restrizione della movimentazione e le attività di sorveglianza, forniscono garanzie normalmente equivalenti a quelle tipiche degli Stati membri dell’Ue. Il Laboratorio dedicato alle diagnosi sull’influenza aviaria è coordinato dal Laboratorio di referenza nazionale, responsabile della conferma dei casi sospetti e della sorveglianza della rete dei laboratori regionali. Il Laboratorio di referenza nazionale riferisce la patogenicità del virus dell’aviaria al Laboratorio di referenza della Ue.

Tutti gli allevamenti commerciali di pollame sono registrati, e molti applicano le norme obbligatorie di biosicurezza controllate in maniera ufficiale ogni anno.

Il sistema di certificazione della salute animale è facilitato dal sistema di tracciabilità in atto, e dal fatto che gli stabilimenti riconosciuti per l’esportazione sono all’interno di sistemi integrati, che si riforniscono da pochi allevamenti commerciali. In generale sono disponibili adeguate informazioni epidemiologiche rilasciate a livello ufficiale che forniscono la maggior parte delle attestazioni richieste dai certificati comunitari sulla salute animale.

La certificazione relativa al trattamento termico degli ovoprodotti, quando questi non sono applicati, fa nascere il dubbio sulla veridicità di questo genere di attestazione.

Fonte Commissione europea