I benefici della foto-stimolazione precoce sulla produttività

Una nuova ricerca pubblicata su Poultry Science ha permesso di indagare gli effetti del livello delle proteine alimentari e dell’età a cui sottoporre a foto-stimolazione sui tratti riproduttivi degli allevatori di polli da carne e sulla performance della progenie

Lo studio è stato realizzato in Germania dai ricercatori della Wageningen Livestock Research e della Evonik Nutrition and Care GmbH, e ha testato gli effetti di due livelli di proteine grezze dietetiche e due periodi di foto-stimolazione sui tratti riproduttivi dei broiler e della performance della progenie.

Lo studio ha coinvolto riproduttori broiler (480 femmine e 64 maschi di razza 308 ROSS) di 20 settimane di età, cui sono state somministrate due tipi di dieta con due livelli di proteine grezze dietetiche: alto (CPh) e basso (CPl: 15 per kg e comunque inferiore alla dieta CPh) integrate con aminoacidi liberi (AA). Le diete erano isocaloriche.

Sono poi stati individuati due periodi per la foto-stimolazione: precoce (21 settimane, PSe) e tarda (23 settimane, PSl)

Per quanto riguarda la dieta la produzione totale di uova è risultata simile tra gli animali sottoposti a CPl e CPh, durante la fase 1 e 2, ma è risultata inferiore di 2,8 uova per quelli sottoposti a CPl durante la fase 3. Per il periodo complessivo di deposizione, i riproduttori sottoposti a CPl tendevano a produrre 4,7 uova in meno rispetto alla media generale. La schiudibilità delle uova era simile tra i due gruppi di broiler/dieta durante le fasi 1 e 2 ma tendeva ad essere inferiore per il gruppo CPl nella fase 3.

I riproduttori PSe hanno mostrato un’età avanzata per la maturità sessuale e un’età di produzione massima rispettivamente di 4,6 e 5,3 giorni, con una maggiore produzione pari a 2,5 uova in più durante la fase 1. Sempre in questa fase i broiler PSe hanno mostrato un aumento della fertilità di quasi il 5%. Nella fase 1 la produzione di pulcini è risultata maggiore per il gruppo PSe, con conseguente tendenza a una produzione complessiva di quasi 8 pulcini.

La progenie dei riproduttori PS ha mostrato un rapporto di conversione dell’alimentazione più basso (FCR).

In pratica durante le fasi 1 e 2 la produzione di uova e pulcini non è stata influenzata dal livello di CP dietetico, ma la produzione di uova e pulcini è risultata ridotta per per i broiler CPl durante la fase 3. Tuttavia, il gruppo PSe ha prodotto un numero maggiore di pulcini.

È quindi possibile ridurre il livello di proteine grezze delle diete dei ruproduttori con una riproduzione comparabile da 22 a 46 settimane ma questo risultato è discutibile per la fase 3. Per la massima produzione di pulcini è raccomandata una foto-stimolazione precoce.

Fonte The Poultry World