Suini

L’intera filiera suinicola, negli ultimi decenni, è stata attraversata da un vero e proprio percorso di innovazione che ha condotto a un significativo avanzamento tecnologico. Efficienza produttiva e sicurezza alimentare sono senza dubbio gli aspetti ad aver maggiormente beneficiato di questo approccio migliorativo, in particolar modo in relazione ai sistemi di tracciabilità e ai controlli lungo la filiera.

Il contesto italiano si distingue, infatti, per l’adozione di elevati standard sul controllo dei processi e della qualità, nonché per l’implementazione di forme di tutela del prodotto.

Il patrimonio suinicolo italiano nel 2021 conta 8,4 milioni di capi, di cui circa l’85% concentrato nella Pianura Padana.

La produzione italiana di carne suina nel 2021 ha evidenziato una buona crescita, salendo a 1,152 milioni di tonnellate da 1,093 milioni dell’anno precedente (+5,4%). La crescita della produzione ha rispecchiato la ripresa della produzione di carni trasformate dopo la forte
caduta registrata nel 2020, grazie alla crescita sia della domanda interna sia della domanda estera.

Il consumo interno di carne suina (carne fresca e salumi a base di carne suina) si attesta a 1,664 milioni di tonnellate (+4,4%). Il consumo pro-capite si è dunque assestato sui 27,9 kg/anno (con una crescita del +4,4%).

La lavorazione della carne suina in Italia coinvolge 2.000 unità produttive (comprese le micro-imprese) con un totale di circa 30.000 dipendenti.

Il fatturato totale dell’industria di trasformazione, basato sui prezzi di produzione, ammonta a circa 8,5 miliardi di euro e rappresenta circa il 6% del fatturato dell’industria alimentare.

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