European Union Agricultural Outlook: le prospettive agricole dell’UE 2021-31

La Commissione europea ha pubblicato la nuova edizione del suo European Union Agricultural Outlook relativo al periodo 2021-31. Il documento esamina nel dettaglio quali saranno le prospettive a medio termine per i mercati agricoli ed è stato presentato alla EU Agricultural Outlook Conference.

La relazione riguarda l’UE nella sua attuale composizione (UE-27) e presenta le prospettive a medio termine per i mercati agricoli, il reddito e l’ambiente dell’UE fino al 2031, sulla base di una serie di ipotesi macroeconomiche ritenute più plausibili al momento dell’analisi.

Poiché i paesi dell’UE devono ancora preparare e presentare i loro piani strategici che tengono conto della riforma della PAC post-2020, le proiezioni presuppongono una continuità delle attuali politiche agricole e commerciali, considerandola nuova dotazione di risorse del bilancio UE 2021-27. Tuttavia, gli obiettivi e le azioni delle strategie Farm to Fork e Biodiversità non sono inclusi nell’esercizio di prospettiva. Si riflettono solo gli accordi di libero scambio ratificati alla fine di settembre 2021.

Questa relazione della Commissione europea è uno sforzo congiunto tra la DG AGRI e il JRC. Poiché l’incertezza sugli sviluppi macroeconomici e sulle relazioni commerciali nei prossimi 10 anni rimane elevata, è importante sottolineare che le prospettive a medio termine rappresentano una base per eventuali futuri lavori analitici e di scenario, che consentirebbero di testare diversi percorsi di sviluppo.

Il rapporto fornisce, infine, due specifici scenari ipotetici: il primo sulla riduzione del consumo di grassi nell’UE a seguito delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il suo impatto sui mercati agricoli dell’UE entro il 2031, e il secondo sulle conseguenze dell’autosufficienza della Cina per carne e latticini entro il 2031.

Di seguito, nel dettaglio, le previsioni che riguardano la carne, i seminativi e, in breve, i due scenari ipotetici. Per approfondire, scarica il report completo.

La carne
La sostenibilità, con i suoi obiettivi ambientali, economici e sociali, dovrebbe rivestire un ruolo sempre più importante nei mercati della carne dell’UE, sia per i produttori che per i consumatori. La modernizzazione, le tecnologie innovative e i cambiamenti nelle pratiche agricole porteranno a una produzione di carne più efficiente e più rispettosa dell’ambiente. Tuttavia, gli investimenti necessari rimangono una sfida. In più, le preoccupazioni per l’ambiente e il cambiamento climatico porteranno i consumatori a prestare sempre più attenzione al processo di produzione e all’origine dei prodotti. Le abitudini dei consumatori saranno anche guidate da considerazioni sulla salute e sulla convenienza. Nel complesso, si prevede che il consumo pro capite di carne nell’UE scenderà dai 69,8 kg del 2018 a 67 kg entro il 2031.

Carne avicola. Per il settore avicolo, la crescita dei consumi nell’UE potrebbe rallentare: dal 2% annuo nel 2011-2021 allo 0,6% nel 2021-2031, con un aumento da 23,5 kg pro capite nel 2021 a 24,8 kg nel 2031. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto all’immagine più sana della carne avicola rispetto ad altre carni, ad una maggiore praticità nella sua preparazione e all’assenza di vincoli religiosi nel suo consumo. Si prevede che la produzione dell’UE continuerà ad aumentare dello 0,4% all’anno, raggiungendo i 14 milioni di tonnellate nel 2031.

Carne bovina. Con un numero di capi totali destinato a diminuire del 7% (in calo di 2,1 milioni di capi), si prevede che la produzione lorda di carne bovina dell’UE diminuirà di 0,6 milioni di tonnellate (-8%) nel periodo di previsione. Tra il 2021 e il 2031 continuerà la tendenza al ribasso dei consumi che scenderanno da 10,6 kg a 9,7 kg pro capite.

Carne suina. Permangono incertezze, soprattutto quelle legate alla peste suina africana, per il settore delle carni suine. La Cina dovrebbe essersi completamente ripresa entro il 2026, con un impatto enorme sulle esportazioni di carne suina dell’UE. Inoltre, i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori in termini di salute, ambiente e preoccupazioni per la società dovrebbero avere un impatto negativo sul consumo di carne suina dell’UE, che dovrebbe diminuire dello 0,5% all’anno, da 32,5 kg pro capite nel 2021 a 31 kg pro capite nel 2031. Anche la produzione dell’UE dovrebbe diminuire dello 0,8% all’anno nel periodo di previsione, per raggiungere 21,5 milioni di tonnellate nel 2031.

Carne ovina. Si prevede che la produzione di carne ovina dell’UE aumenterà leggermente dello 0,3% all’anno nel periodo 2021-2031, fino a raggiungere le 660.000 tonnellate nel 2031, supportata da un’offerta mondiale limitata e da un miglioramento dei prezzi alla produzione. Si prevede che il consumo pro capite di carne ovina nell’UE aumenterà leggermente entro il 2031 e raggiungerà gli 1,4 kg pro capite grazie alla diversificazione della dieta a base di carne e al cambiamento dei modelli di consumo.

I seminativi
Si prevede che la superficie agricola utilizzata totale (SAU) diminuirà leggermente nel periodo di previsione, raggiungendo 160,5 milioni di ettari nel 2031.
Questa riduzione è dovuta a rese inferiori che rendono meno attraente la produzione su terreni marginali, combinate con una mancanza di ricambio generazionale nelle aree rurali remote e la competizione per la terra con le foreste e le aree urbane. Si prevede che le aree forestali continueranno ad aumentare e supereranno le aree agricole nel 2031, raggiungendo i 161,4 milioni di ettari, grazie al ruolo che svolgono nella sfida climatica.

La conversione dall’agricoltura convenzionale a quella biologica dovrebbe rimanere forte nel 2021-31. Anche senza ulteriore sostegno e con la futura PAC non ancora attuata (come ipotizzato per questo esercizio di modellizzazione), la terra coltivata a biologico potrebbe raggiungere il 15% della superficie agricola totale dell’UE nel 2031.

Il calo del 2,8% della superficie coltivata a cereali dell’UE, rispetto al 2021, potrebbe tradursi in una riduzione della produzione cerealicola. La produzione dovrebbe scendere a 276 milioni di tonnellate nel 2031 (-2,5% rispetto al 2021). In termini di consumo, si prevede che l’uso dell’UE diminuirà del 2,7%, raggiungendo 254,8 milioni di tonnellate, trainato da un calo dell’uso di mangimi a seguito della riduzione della domanda di alimenti zootecnici. Per quanto riguarda il commercio, l’UE dovrebbe rimanere competitiva, ma dovrà far fronte a una forte concorrenza che porterà a una riduzione delle quote di mercato.

Per quanto riguarda le colture proteiche, si prevede che l’area dedicata aumenterà del 19% nel periodo di previsione. Poiché queste colture continuano ad attirare l’interesse grazie ai loro benefici agronomici e alle prospettive di mercato, si prevede che i raccolti aumenteranno del 14% entro il 2031.

Scenario 1Il potenziale impatto della riduzione del consumo di grassi nell’UE
Il primo scenario prevede una riduzione graduale al livello raccomandato dall’OMS del consumo totale di grassi del 30% nell’UE. Si prevede che questo cambiamento porterà a un calo dell’apporto calorico giornaliero pro capite di 304 kcal nel 2031. Carboidrati e proteine ​​diminuiranno di circa 20 kcal in totale, mentre il rapporto tra calorie vegetali e animali rimarrà stabile (a 2,5:1). Le proiezioni dello scenario portano a una diminuzione del consumo pro capite settimanale di 17 g per il burro, 84 g per il formaggio, 119 g per le carni suine, 179 g per gli oli vegetali e 345 g per i latticini freschi.

Scenario 2L’autosufficienza cinese per carne e prodotti lattiero-caseari
Il secondo scenario esamina l’impatto del raggiungimento da parte della Cina dell’autosufficienza per la carne e i prodotti lattiero-caseari entro il 2031. Attualmente la Cina è il più grande produttore mondiale di carne suina e ovina, il secondo produttore di carne avicola e il quarto produttore di carne bovina. La carne suina è la più consumata, seguita da pollame, carne bovina e ovina. Anche se la Cina approvvigiona la maggior parte della sua carne a livello nazionale, è ancora il più grande importatore al mondo di carne suina e ovina, e il secondo più grande per carne bovina e pollame.

Il mercato lattiero-caseario cinese è molto più piccolo del mercato della carne poiché i consumatori cinesi stanno scoprendo solo gradualmente nuovi prodotti lattiero-caseari dati i loro livelli storicamente elevati di intolleranza al lattosio, che influiscono sulla scelta dei prodotti. Il più consumato e prodotto è il latte intero in polvere (WMP). La dipendenza della Cina dalle importazioni di prodotti lattiero-caseari è molto più elevata di quella per la carne.

La perdita della domanda di importazione cinese porta a una riduzione delle esportazioni dell’UE, in particolare di quelle di carne suina (in calo di 256.000 tonnellate). Di conseguenza, la produzione di carne suina dell’UE diminuirebbe di 138 000 tonnellate e il consumo aumenterebbe di 108 000 tonnellate a causa dei prezzi più bassi.

Il report integrale può essere scaricato qui: European Union agricultural outlook for 2021-31 report

Fonte: Ruminantia

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