Etichette chiare in caso di carne sintetica

Sempre più consumatori pensano che i prodotti alimentari creati attraverso cellule animali debbano essere sottoposti ad una etichettatura specifica che, oltre alla parola “carne”, riporti il modo in cui sono stati realizzati o qualche altra indicazione. È il risultato di un’indagine realizzata da Consumer Union.

Secondo i dati raccolti il 49% degli intervistati ritiene che i prodotti possano essere etichettati come “carne” ma che debba essere indicata l’origine. Un altro 40% pensa che debbano essere etichettati in modo diverso che semplicemente “carne”, e solo il 5% ritiene che “carne” sia un’indicazione sufficiente.

In base alle proposte fatte nel corso dell’intervista l’etichetta “carne creata in laboratorioè stata scelta dal 35% degli intervistati, e “carne artificiale o sintetica” è stata scelta dal 34%. Le descrizioni meno scelte sono state: “carne coltivata” (11%), “carne pulita” (9%), e “carne in-vitro” (8%).

L’indagine Consumer Reports ritiene che negli Stati Uniti sia necessario prevedere una normativa federale che testi la sicurezza di tutte le carni prodotte da cellule animali prima che queste siano commercializzate, specialmente laddove le soluzioni nutritive utilizzate per creare il prodotto possano essere contaminate con batteri, virus o funghi.

Fonte Meatingplace.com