Costco potrebbe ridefinire il concetto di “from farm to fork”

Il distributore americano Costco sta per fare il suo ingresso nella produzione di pollame diventando così il primo rivenditore statunitense a integrare la propria fornitura di carne a livello di azienda agricola.

Secondo un nuovo rapporto della CoBankRedefining Farm-to-Fork: Costco Sets New Protein Precedentaltri rivenditori di generi alimentari e società di ristorazione potranno essere spronati a rivalutare le proprie opportunità di integrazione all’interno della catena di fornitura.

Nel settembre del prossimo anno, infatti Costco ha in programma di aprire un nuovo impianto avicolo nel Nebraska orientale, grazie al quale ci si attende una produzione che genererà un risparmio di 10-35 centesimi a capo. Secondo il rapporto CoBank, questa mossa arriva proprio nel momento in cui i polli da rosticceria di Costco sono diventati uno dei prodotti di maggior appleal per i clienti, mentre diminuiscono le richieste di polli interi.  Dal 2010, le vendite di pollo arrosto di Costco sono cresciute di oltre l’8% all’anno, tre volte il tasso di crescita del consumo totale di pollame negli Stati Uniti, e hanno mantenuto un prezzo di $ 4,99 al pezzo.

Se il progetto di Costco andasse a buon fine si tratterebbe del primo caso in cui un rivenditore statunitense integra il proprio approvvigionamento di carne a livello di azienda agricola assumendosi i rischi legati al processo produttivo: dall’alimentazione al benessere animale,dalla prevenzione delle malattie alla trasformazione.

La decisione di Costco si basa su tre fattori principali: sicurezza dell’approvvigionamento, visibilità della catena e controllo dei costi“, ha spiegato Will Sawyer, economista capo settore proteine animali presso CoBank. “La capacità di controllare la consistenza dei pesi degli uccelli migliora la preparazione e la sicurezza del cibo. La localizzazione della struttura in Nebraska permette un accesso a mangimi a costi favorevoli, un approvvigionamento idrico garantito e un mercato del lavoro piuttosto vantaggioso“.

Il complesso del Nebraska sarà in grado di trasformare 100 milioni di capi all’anno: circa un terzo dei prodotti “girarrosto” saranno fatti internamente. La struttura si occuperà anche dell’elaborazione dei tagli.

Se questa mossa di Costco avrà successo, potrebbe rappresentare un modello per altri rivenditori di generi alimentari e aziende Ho.Re.Ca verso un’integrazione verticale in altri settori proteici. Tuttavia, Sawyer sottolinea che per altri settori zootecnici americani, come quello bovino e suino, questo approccio presenta sfide e rischi significativi. I rivenditori dovranno valutare una serie di rischi per giustificare l’investimento in termini di tempo e capitale. I confezionatori di carni bovine hanno storicamente margini molto stretti e, con il calo del consumo pro capite di carne, il settore probabilmente non raggiungerà i propri obiettivi di rendimento. La lavorazione della carne di maiale comporta invece la difficoltà di dove affrontare i rischi tipici del mercato delle esportazioni. Inoltre, per giustificare tali investimenti, i rivenditori dovranno anche considerare i rischi relativi alla sicurezza alimentare, alla redditività negativa della produzione e all’utilizzo dell’intero animale“. Per Sawyer quindi il pollame sembra essere la proteina animale più attraente se si parla di integrazione. Nuove opportunità potrebbero essere rappresentate dall’elaborazione secondaria piuttosto che da quella primaria.

Fonte The Poultry Site