Alcune tecnologie dirompenti per l’industria avicola

La rottura di modelli aziendali consolidati è ormai una tendenza confermata e l’industria avicola potrebbe essere uno dei campi di applicazione di nuove tecnologie.

A inizio anno, all’International Production & Processing Expo 2018 di Atlanta, Aidan Connolly, Responsabile sviluppo e vice presidente di Alltech, ha illustrato 9 tecnologie che probabilmente sconvolgeranno l’industria avicola. Secondo Connelly la carenza principale dell’industria avicola è l’assenza di dati e quindi del loro utilizzo. Se gli allevatori e i trasformatori avessero un maggiore accesso alle informazioni, come per esempio il consumo di mangime o il peso specifico degli animali, sarebbe possibile avviare azioni più precise per migliorare l’efficienza produttiva, un obiettivo di vitale importanza per raggiungere l’obiettivo alimentare che ormai tutto il modo si è imposto.

Stampa 3-D: il prezzo della tecnologia legata alla stampa tridimensionale sta già diminuendo e al tempo stesso sta aumentandone l’accessibilità. Presto sarà possibile applicarla all’interno delle fattorie e anche delle famiglie. Negli allevamenti la stampa 3D può aiutare a prolungare o migliorare la vita degli animali, stampando per esempio zampe malconce, e al tempo stesso a minimizzare le perdite di produzione.

Robot: la robotica troverà applicazioni crescenti sia negli allevamenti che negli impianti di trasformazione. Una società francese, Octopus Robots, sta già producendo e vendendo robot progettati per i capannoni. I robot hanno ridotti problemi di biosicurezza, dato che si trovano sempre all’interno dei capannoni e quindi non portano dall’esterno agenti novici; presentano inoltre una maggiore resistenza ai rischi ambientali e sanitari all’interno degli allevamenti e spesso sono in grado di svolgere lavori che gli addetti non vogliono o possono fare. Negli impianti di lavorazione la robotica è sempre più impiegata anche in sostituzione del lavoro umano, soprattutto man mano che la visione artificiale e la tecnologia di apprendimento automatico diventano più sofisticate. Ben presto, la robotica potrebbe persino essere utilizzata nella catena di fornitura, per immagazzinare, vendere e consegnare i prodotti.

Droni: nell’industria avicola ai droni potrebbe essere riservato il monitoraggio e la raccolta dei dati attraverso sistemi e modalità che con gli addetti non sarebbe possibile. Il potenziale più elevato si trova negli allevamenti avicoli biologici e all’aperto, in quanto aiuterebbero ad individuare la posizione degli animali, ricondurli presso l’allevamento, se necessario, e spaventare i predatori.

Sensori: i sensori offrono un’ampia gamma di utilizzi e la possibilità di raccogliere dati in modi che non erano possibili fino a poco tempo fa. Secondo Connolly i sensori potrebbero rappresentare un primo esempio di tecnologia dirompente per l’industria avicola. Le svariate applicazioni includono il monitoraggio della temperatura corporea e dei livelli di stress degli animali. L’osservazione di questi parametri potrebbe portare a una migliore produttività e ad un maggiore livello di benessere.

Intelligenza artificiale (AI): i rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale attraggono sempre più investimenti. Nell’industria avicola questa tecnologia potrebbe sfruttare il sistema di visione artificiale per controllare meglio gli accasamenti o migliorare la lavorazione meccanica della carne. Gli algoritmi dell’AI stanno diventando abbastanza sofisticati, e la visione artificiale è in grado di tracciare accuratamente i singoli pesi corporei di ben 50.000 animali presenti nello stesso capannone.

Realtà aumentata (AR): l’occhio umano può vedere molto, ma la realtà aumentata offre agli allevatori la possibilità di vedere l’intero spettro luminoso percepito dagli animali nel capannone. Questa tecnologia inoltre può aiutare gli allevatori a visualizzare i dati raccolti dai sensori in tempo reale mentre svolgono le loro attività quotidiane. Per il consumatore specifiche applicazioni della realtà aumentata consentono una maggiore trasparenza e un’esperienza più interattiva con il prodotto già dagli scaffali e questo genere di applicazioni stanno già entrando sul mercato.

Realtà virtuale (VR): la realtà virtuale viene già utilizzata per mostrare ai consumatori le aziende agricole. Nel Regno Unito, McDonald’s Corp. sta installando visori di realtà virtuale che consentono ai clienti di vedere esattamente gli allevamenti che riforniscono le materie prime utilizzate.

Blockchain: secondo Connolly le blockchain rappresentano la tecnologia che maggiormente trasformerà il settore agro-alimentare. La tecnologia di registro distribuito consente infatti una maggiore trasparenza nell’approvvigionamento alimentare, e potrebbe risolvere uno dei maggiori problemi dell’agricoltura. Permette infatti di tracciare ogni prodotto in ogni anello della catena distributiva, mostrando, per esempio, da dove viene il pollo presente sugli scaffali, come è stato nutrito, allevato e trasformato. A fini contabili, tutte le transazioni creano una tracciatura e quindi una fattura virtuale creando un libro mastro consultabile in tempo reale. Walmart sta già utilizzando la tecnologia blockchain in Cina e lo sta riportando negli Stati Uniti.

Internet delle cose: alla base di tutti questi sviluppi c’è ovviamente la cosiddetta Internet of Things (IOT). la crescente rete creata dalla proliferazione della connettività Internet in dispositivi e oggetti di ogni giorno. Collegando sensori e altri mezzi di raccolta e condivisione dei dati, l’IOT rappresenta un ricco potenziale di immagazzinamento e analisi. Secondo Connolly la tecnologia IOT consente agli agricoltori di raccogliere quante più informazioni possibili.

Fonte WattAgNet