Veterinario aziendale: il decreto è più vicino

Con la convocazione dello scorso 8 marzo, a cura della Direzione Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute si sono conclusi i lavori del Tavolo Tecnico sul Veterinario Aziendale. L’incontro convocato dal Direttore Generale Silvio Borrello al quale, oltre alla Delegazione FNOVI guidata dal Presidente Gaetano Penocchio, hanno partecipato le rappresentanze veterinarie, le associazioni agricole e allevatoriali, e le Regioni (coordinatore e alcuni rappresentanti regionali) si è concluso con la convergenza su di un testo che, su proposta del Ministero della Salute, dovrà essere presentato alla Conferenza Stato Regioni.

La bozza di decreto è il risultato di una lunga gestazione che ha conosciuto diverse stesure, collegate all’evoluzione normativa in atto. E’ il caso, ad esempio, del recente Regolamento 429/2016 (Animal Health Law), che ha introdotto, fra le altre disposizioni, l’obbligo di visita veterinaria periodica in base al rischio e sgravi documentali per gli operatori che si avvalgono già di un sistema informativo istituito dallo Stato Membro (in Italia dal Ministero della Salute).

Il decreto sul “veterinario aziendale” prende atto dalla fondamentale constatazione che la situazione epidemiologica in allevamento rappresenta una maglia essenziale nella rete di sorveglianza anche nella categorizzazione del rischio e nella programmazione dei controlli. Cruciale nel decreto, il veterinario aziendale, quale figura di collegamento tra gli operatori e l’autorità competente.

Le norme comunitarie pongono in capo agli allevatori (OSA -Operatori Settore Alimentare) la tenuta di registrazioni che documentano le attività svolte in azienda e sui capi – fra cui l’insorgenza di malattie, le cure, i mangimi e i medicinali veterinari somministrati – e la trasmissione di informazioni (ICA) sugli animali che devono essere macellati.

Il Veterinario Aziendale, oltre a rappresentare un supporto qualificato alle attività dell’OSA in autocontrollo, si pone come soggetto autorizzato ad immettere nel sistema informativo per l’epidemiosorveglianza ufficiale i dati e le informazioni degli allevamenti presso cui svolge le visite.

Fonte FNOVI