Verso la “Uberizzazione” dell’industria delle uova?

E’ quello che si chiede Benjamin Ruiz capo redattore di Industria Avicola nel suo fondo dedicato alla Convention dell’International Egg Commission che si è svolta la scorsa settimana ì a Monte Carlo

L’industria delle uova è attiva ma nel corso dell’incontro dell’IEC uno dei temi maggiormente ricorrenti nelle presentazioni, o negli incontri tra i partecipanti, era tuttavia la necessità di evolvere.

Un esempio di settore statico è quello dei tassisti. Quando Uber è entrato nel mercato, ha influenzato gli utenti e i tassisti stessi, che avevano creato un mercato molto vincolato, con regole simili in tutto il mondo e ostile all’innovazione. Ma il mercato, malgrado ciò, è cambiato.

I professori David Hughes e Charles Spence, nelle loro rispettive presentazioni, hanno parlato di commercializzazione delle uova. Sono stati illustrati molti aspetti importanti, come ad esempio il modo “non-evocativo” in cui vengono visualizzate le uova nei supermercati: attrattiva zero nei confronti del consumatore. Ma un altro aspetto importante è la concorrenza che esiste in Europa, e il megatrend di altri alimenti proteici e l’impatto che gli stessi hanno sul settore delle uova. L’interesse verso le proteine di origine vegetale sta crescendo: non perché i consumatori stiano tutti diventando vegetariani, ma semplicemente per variare la loro dieta. Non solo vogliono proteine che imitano la carne, ma anche piatti di legumi, come le lenticchie, in stile orientale.

Nel corso dei diversi panel si è anche parlato di pane ad alto contenuto proteico, o di cereali come la quinoa o tutta la serie di “grani antichi” (che, tra l’altro, in America Latina si mangiano da sempre). Quindi, se i consumatori vogliono mangiare più proteine, lo farebbero senza bisogno di carne o uova? Sarà difficile. E un esempio viene dal settore lattiero-caseario: una trentina di anni fa, nei supermercati di molte parti del mondo si trovavano solo una o due marche di latte fresco o yogurt. Oggi, vi è una grande varietà di tipi di latte, yogurt, formaggi e altri prodotti caseari. L’industria casearia si è evoluta grazie al valore aggiunto dei loro prodotti, sebbene siano stati messi in commercio molti sostituti come il latte di soia o di mandorle.

L’uovo offerto ai consumatori invece non è cambiato. C’è quindi il rischio di andare verso una “uberizzazione” del mercato delle uova?

Fonte WattAgNet