Uova: non solo di più ma anche migliori

I microbi attivi utilizzati nelle galline ovaiole, possono portare ottimi ritorni in termini di investimenti. La principale modalità di azione è il miglioramento dell’assorbimento del calcio dai mangimi, che porta ad una diminuzione della quota di uova con una insufficiente qualità del guscio.

Risultati positivi sono stati dimostrati in due studi universitari e in uno studio sul campo, che hanno studiato la mineralizzazione dell’osso e la qualità delle uova di galline ovaiole tra 15 e 75 settimane.

Nella produzione di uova la più grande sfida, in particolare per la posa delle ovaiole adulte, è il mantenimento della qualità del guscio d’uovo. Con l’aumento dell’età delle galline aumentano le dimensioni delle uova mentre diminuisce la capacità di assorbire il calcio dal mangime. Questo porta ad una diminuzione della qualità delle uova e quindi ad un incremento del numero di uova non vendibili o rotte. Inoltre, nelle galline più anziane una precaria salute intestinale può portare a uova sporche, e quindi non commercializzabili. Il tasso di uova non commerciabili può essere compreso tra l’1,5% e l’8% ed è legato all’età, al tipo di nutrizione, alla salute e persino all’impostazione dell’allevamento.

La quantità di calcio di ogni uovo è relativamente costante e varia tra 1,7 e 2,4 grammi. In base al periodo di posa tuttavia cambia la dimensione delle uova che, diventando più grandi, possono comportare gusci più sottili. Ciò è aggravato dal relativamente scarso assorbimento di calcio attraverso i mangimi da parte delle ovaiole più adulte. Una semplice integrazione di calcio nell’alimentazione non sempre risolve il problema dato che una quantità eccessiva di calcio riduce l’assorbimento di altri minerali e può comportare feci più umide, e quindi ancora una volta uova sporche.

Se non è possibile aumentare il livello di calcio, il passo successivo è cercare di ottenere un maggiore assorbimento da parte delle galline. Tuttavia, l’aumento dell’assorbimento non può essere misurato semplicemente paragonando il calcio presente nel mangime rispetto all’escrezione di calcio attraverso le uova, dato che le galline possono mobilitare il calcio presente nelle loro ossa: è quindi importante monitorare il calcio nei mangimi, nelle ossa e nei gusci delle uova.

Per quanto riguarda le galline più adulte è stato realizzato uno studio che prevedeva la somministrazione di due dosi (1,15×108 CFU per kg di mangie e  2,3×108 CFU per kg di mangime) di Bacillus subtilis PB6 e che ha mostrato un miglioramento significativo della calcificazione ossea nelle galline ovaiole più anziane (64-73 settimane). Questo tuttavia non ha ridotto la calcificazione del guscio d’uovo, ma ha comportato un corrispondente aumento della dose-dipendente del peso percentuale del guscio d’uovo percentuale e dello spessore del guscio. Ciò ha avuto un effetto diretto sulla percentuale di uova non commercializzabili, che è scesa dal 5% a quasi lo = per entrambi i dosaggi. Nel gruppo di controllo le uova non commerciabili sono aumentate dal 5,5% al 7,5%.

Una configurazione simile è stata utilizzata in un secondo studio (Sobczak e Kozlowlski – 2015) effettuato sulle galline giovani. La differenza principale era rappresentata dall’età delle galline che avevano 18 settimane all’inizio dello studio, e sono state seguite fino alle 42 settimane di età. Anche nelle galline più giovani, rispetto al gruppo di controllo, le galline alimentate con B. subtilis hanno mostrato una resistenza e uno spessore del guscio significativamente migliore. L’effetto osservato non è dovuto a una singola modalità di azione, ma a una combinazione di fattori noti che influenzano l’assorbimento. Un efficace microbico attivo migliora la fermentazione nel tratto gastrointestinale. A sua volta, ciò porta a metaboliti più benefici che, a loro volta, possono migliorare direttamente la proliferazione dell’epitelio fornendo energia. Questo effetto è stato precedentemente dimostrato nei broiler. La proliferazione delle cellule intestinali porta naturalmente ad un aumento della superficie dedicata all’assorbimento dei minerali. La seconda modalità di azione è che la presenza di B. subtilis può influenzare un pH intestinale inferiore. Questo a sua volta porta ad una maggiore solubilità del calcio, e il calcio solubile e maggiormente assorbibile.

Tutti gli studi scientifici si sono concentrati sulla mineralizzazione e sugli effetti sui tassi di deposizione, mentre non sono stati presi in considerazione gli effetti economici. Questo aspetto è stata analizzato nel corso di un test sul campo, in un allevamento con circa 270.000 galline distribuite uniformemente su 3 capannoni (2 di controllo, 1 con B. Subtilis PB 6) con sistema a voliere, osservando pollastre brown dalle 15 fino a 57 settimane di età. I numeri complessivi delle uova hanno mostrato solo un leggero cambiamento a favore dell’aggiunta del B. subtilis. Ma in generale si è registrato un aumento di reddito tra i 20.000 e i 33.000 euro rispetto al gruppo di controllo.

I microbi attivi o i probiotici sono spesso considerati particolarmente attivi quando gli animali soffrono di stress elevato o di cattiva salute. I 2 studi pubblicati e i test sul campo mostrano chiaramente che un cattivo stato di salute non è assolutamente un requisito essenziale per ottenere un beneficio da un microbico attivo.

Fonte All About Feed