Uova… buone e belle

Rotonde, fragili, difficili da manipolare, le uova vengono raramente esposte al grande pubblico. Un vero peccato, poiché i dettagli dei disegni sui loro gusci rivelano bellezze insospettabili. Questi minuscoli disegni, disposti sulle pure linee curve della superficie delle uova, uniscono arabeschi a puntini, macchie, ombre e velature. Le tonalità sono delicate, talvolta semitrasparenti. Opachi o lucidi, porosi o lisci, questi capolavori su conchiglia coniugano caso e necessità con inaspettata inventiva e potenza.

E dopo l’emozione sorgono le domande: perché questi colori? E perché queste forme? Per esempio, perché il piovanello depone uova così a punta, con disegni e colori estremamente variabili, mentre gufi e civette fanno uova sferiche perfettamente bianche? Perché le uova del tinamo sono lisce e lucide come la porcellana, quelle dell’usignolo di fiume sono smalti pressoché neri e quelle del codirosso turchesi? Perché il kiwi depone un uovo che pesa quasi un terzo del suo stesso peso? L’uovo più grande del mondo pesava 9 chilogrammi. Ci sarà un limite alle dimensioni di un uovo?

Raccolta la sfida di questi oggetti perfetti che richiedono luci perfette, il fotografo Paul Starosta si è immerso nella collezione Werner Haller di 30.000 uova conservata nel Museo di Storia Naturale di Ginevra. Nel llbro fotografico intitolato, per l’appunto, “Uova”, edito da 5 Continents Editions, è pubblicato il risultato del suo incontro con le uova più belle e magnetiche del mondo.

Oltre duecento quadrati neri di ventotto centimetri di lato, altrettante pagine su cui campeggiano 195 misteriosi oggetti tondeggianti, ellissoidali e perfetti.

Paul Starosta, biologo e fotografo, abbinando le sue due passioni, ha pubblicato oltre quaranta libri sulle piante e sugli animali, che gli sono valsi numerosi premi. È dedicato a lui il numero 129 (2010) della collana Photo Poche, creata da Robert Delpire e pubblicata da Actes Sud, punto di riferimento per tutto il mondo.

I testi a supporto sono di Laurent Vallotton laureato in biologia all’Università di Losanna. Il suo interesse per l’ambiente è nato sin da quando era piccolo e viveva in Brasile, ma la sua passione per gli uccelli è emersa nel 1989 quando ha incontrato Lionel Maumary, con il quale ha collaborato a diversi progetti ornitologici come la costruzione di un’isola per gli uccelli sul Lago Lemano nel 2002 e la pubblicazione della bibbia dell’ornitologia svizzera, Les Oiseaux de Suisse, nel 2007. Dal 2003, Vallotton lavora al Museo di Storia Naturale di Ginevra dove è stato commissario di diverse mostre.

Fonte .5 Continents Editions