Una ricerca per identificare ceppi nocivi di salmonella nei mangimi

Un nuovo progetto di ricerca condotto dall’Institute for Feed Education & Research (IFEEDER) e dall’Università dell’Arkansas, insieme a diversi partner, tra cui l’American Feed Industry Association, il National Pork Board, la National Renderers Association, il Poultry Protein and Fat Council, la US Poultry and Egg Association e l’US Soybean Board, ha cercato di analizzare se il mangime animale contenesse uno dei sierotipi della Salmonella batterica che rappresenta una minaccia per la salute del bestiame.

Il progetto, della durata di un anno, ha come scopo aiutare l’industria dei mangimi a capire meglio se questi sierotipi sono presenti nei loro impianti di produzione, in modo da stimolare decisioni più consapevoli su quali ulteriori misure di sicurezza dovrebbero essere adottate.

Come industria, sappiamo che salmonella negli mangimi non è una minaccia per gli animali, così come lo è per le persone, grazie tipo di cereali, degli ingredienti e delle procedure utilizzate oltre che alle severe norme cui siamo sottoposti per evitare la contaminazione” ha affermato il dottor Preston Buff, direttore degli affari regolatori dell’AFIA. “Questa ricerca metterà alla prova questa ipotesi e avremo i dati e le analisi scientifiche di cui abbiamo bisogno per continuare a produrre mangimi per animali sicuri, destinati ai 9,6 miliardi di animali che vengono allevati in America ogni anno“.

Nell’ambiente naturale e negli animali esistono oltre 2500 ceppi, o sierotipi, di Salmonelle. Sebbene gli esseri umani che consumano cibo contaminato o praticano una cattiva gestione del cibo possano talvolta contrarre la salmonellosi, è raro che gli animali abbiano la stessa risposta. In genere la biologia di molti animali li protegge dalla maggior parte dei ceppi batterici; tuttavia, la Food and Drug Administration ritiene che otto specifici sierotipi di salmonella siano “pericolosi” per cinque specie animali: pollame, suini, pecore, cavalli e bovini da latte e da carne.

Per evitare che questi sierotipi di salmonella rappresentino un rischio, l’AFIA e i suoi partner hanno formato una Coalizione, fornendo una sovvenzione di 50.000 dollari all’Università dell’Arkansas per condurre un’analisi approfondita. Il progetto inviterà 250 produttori di alimenti per animali statunitensi ad inviare volontariamente campioni dei loro mangimi commerciali all’università per essere analizzati.

L’Università del Kansas, altro partner del progetto, sta sviluppando materiali di orientamento e supporto per chi intende partecipare alla ricerca, per spiegare come raccogliere i campioni e come fornire il campione. I campioni saranno prelevati tra l’autunno del 2017 e la primavera del 2018 per un totale di 500.

Una volta ricevuti i campioni, il dottor Steven Ricke, principale ricercatore dell’Università dell’Arkansas, verificherà se sono presenti le salmonelle. Se il campione contiene i batteri, sarà ulteriormente analizzato per determinare il sierotipo specifico. L’università fornirà un rapporto completo alla Coalizione alla fine del progetto, che si prevede sarà nell’estate 2018.

Fonte poultrytimes.com