Una panoramica sul settore avicolo francese

Secondo il servizio statistico agricolo del Dipartimento dell’Agricoltura, il 2015 è stato un anno positivo per il settore avicola francese. La produzione è tornata ai livelli del 2007, grazie alla continua crescita del pollo, mentre il consumo rimane al livello più alto degli ultimi 40 anni.

Attualmente la Francia è il quarto più grande produttore ed esportatore di pollo in Europa. Tuttavia, il settore ha recentemente passato un paio di anni difficili, in particolare a causa di un certo numero di focolai di influenza aviaria che hanno impattato sia sulla la produzione che sul consumo. Inoltre nel 2013 è stata sospesa la normativa comunitaria a favore delle esportazioni di pollo congelato verso i paesi terzi, e la Francia era di gran lunga il più grande beneficiario di questo tipo di sostegno finanziario.

Tuttavia il 2015 ha portato un certo sollievo. La produzione totale ha raggiunto 1,1 milioni di tonnellate, vale a dire il 5,1% in più rispetto all’anno precedente. Anche le esportazioni hanno tenuto, dato che la una gran parte del pollo e degli altri prodotti avicoli francesi sono stati spediti al di fuori della Ue. La Francia ha esportato poco più di 304.000 tonnellate verso paesi terzi, tra cui Arabia Saudita e altri paesi del Medio Oriente (190.000 tonnellate), e il Sudafrica (22.600 tonnellate). All’interno dell’UE, la Spagna è stato il principale cliente, assorbendo 36.900 tonnellate, mentre verso il Regno Unito ne sono state spedite 27.000.

Lo scorso anno la produzione complessiva francese di pollame avicoli è stata pari a 590.000 tonnellate, per un valore di 1,2 miliardi di euro. Allo stesso tempo, il paese ha importato 572.000 tonnellate di prodotti avicoli (1,19 miliardi di euro). Circa il 90% di questo commercio estero riguarda la carne e i prodotti di pollo, mentre la quota relativa al tacchino è in declino continuo.

Ormai da molti anni il consumo di pollo, e in misura minore di altri prodotti avicoli, risulta in aumento. Il servizio statistico stima che negli ultimi 40 anni la crescita media è stata pari all’1,2% su base annua. Lo scorso anno in Francia, il consumo totale ha raggiunto quota 1,8 milioni di tonnellate. Le ragioni della popolarità del pollo sono uguali in tutto il mondo: un prezzo ragionevolmente buon mercato soprattutto rispetto alle altre carni, la sua versatilità e l’assenza di restrizioni religiose.

La domanda che tutti si pongono è se questa situazione positiva potrà durare e quanto. Nel primo trimestre di quest’anno, la produzione di carne di pollo è diminuita di poco più dell’1%, mentre a marzo ha mostrato un calo di quasi il 5%. In particolare il settore avicolo delle anatre e delle oche è stato colpito duramente dai focolai di influenza aviaria ad alta patogeni che si sono registrati nel sud-ovest del paese, e che hanno portato ad un calo della produzione di circa l’8% nel primo trimestre 2016.

L’istituto francese ha anche fornito alcuni dati a carattere europeo. Nella Ue il più grande produttore di pollo e prodotti avicoli è la Polonia, con una produzione pari a 1.477 milioni di tonnellate (dato 2015), e un aumento del 10% anno su anno. Nel 2015, la Polonia ha superato il Regno Unito, la cui produzione, nel 2015, è stata pari a 1.438 milioni di tonnellate, il 3% in più rispetto all’anno precedente.
La Spagna è terza con poco più di 1,2 milioni di tonnellate prodotte, ma ha registrato un calo di quasi il 2% rispetto al 2014. Seguono Germania, Paesi Bassi, Italia e Belgio.

Fonte World Poultry