Una panoramica sugli ultimi casi di aviaria nel mondo

In Europa il numero di nuove epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) negli allevamenti avicoli è sceso notevolmente, ma sia la Russia che la Germania hanno segnalato nuovi casi. Inoltre il virus HPAI è stato anche confermato in un uccello selvatico in Bulgaria.

Come riportato dall’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE) in Russia il focolaio è stato segnalato nella Repubblica del Tatarstan: si tratta del ceppo H5N8 che ha colpito 5.000 uccelli di un allevamento che ne ospita circa 480.000.

Dopo oltre un mese di assenza, lo stesso ceppo è stato segnalato anche in Germania, dove ha colpito un allevamento da cortile con 13 polli nella regione del Nord Reno-Westfalia.

Malgrado due nuove epidemie di HPAI confermate nell’Inghilterra nord-occidentale, il dipartimento agricolo del Regno Unito, Defra, afferma che le restrizioni previste sono state rimosse nella maggior parte del paese; l’azione è giustificata dalla valutazione del rischio effettuato dal servizio veterinario nazionale. Attività di sorveglianza e prevenzione sono invece ancora attive in alcune aree del Lancashire, Cumbria e Merseyside, e gli allevatori avicoli dovranno continuare ad applicare misure specifiche per ridurre il rischio che il virus sia trasmesso dagli uccelli selvatici. Al di fuori di queste aree, basta semplicemente seguire le migliori prassi di biosicurezza.

L’OIE ha ricevuto una segnalazione da parte dell’Agenzia sanitaria della Bulgaria relativa alla positività al virus H5N8 da parte di un cigno selvatico, ritrovato morto a Plovdiv.

L’influenza aviaria altamente patogena (HPAI) continua invece ad avere un impatto negativo sui settori avicoli di Cina, Taiwan e Bangladesh, inoltre il virus H7N9, oltre a colpire il pollame, ha infettato anche l’uomo.

Pochi giorni fa il Ministero dell’agricoltura di Pechino ha segnalato all’OIE sei nuovi focolai di HPAI causati dalla variante di virus H7N9, che hanno colpito alcuni allevamenti avicoli. Tra il 23 febbraio e il 28 aprile il virus è stato rilevato in campioni provenienti da quattro mercati di pollame vivo della provincia di Guangdong e da tre presenti a Hunan. Come risultato della sorveglianza attiva, sono stati trovati positivi al virus 911 capi presenti in un allevamento a Hunan e 30.000 ovaiole nella provincia di Hebei.

Questi focolai purtroppo rappresentano un rischio anche per chi entra in contatto diretto con il pollame infetto. Dall’inizio di questo mese, l’autorità sanitaria cinese ha riportato all’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) 46 nuovi casi umani confermati dell’influenza aviaria A (H7N9), la maggiorparte dei quali causati dal contatto diretto con il pollame.

Tra metà aprile e inizio maggio l’OIE è stata poi informata dall’autorità veterinaria di Taiwan di 4 focolai di HPAI, ceppo H5N2. In totale, sono morti, a causa della malattia o degli abbattimenti necessari a contenere il contagio, oltre 41.000 capi tra polli e anatre. I casi sono stati rilevati nelle contee di Chiayi, Changhua, Pingtung e Yunlin.
Come da prassi, sono state imposte restrizioni alla movimentazione degli animali, sono stati ripuliti e disinfettati i locali coinvolti, ed è stata attivata una sorveglianza intensivi per i prossimi tre mesi, all’interno di un raggio di 3 km da ogni focolaio.

Fonte WattAgNet