Una nuova vita per le piume del pollo

L’azienda spagnola Cidetec sta cercando di riutilizzare le piume del pollo in forma di plastica per dare a questo tradizionale sottoprodotto avicolo una nuova vita. Si stima infatti che nel 2014 l’industria avicola europea abbia scartato circa 3 milioni di tonnellate di piume di pollo. Ma ora la ricercatrice Sarah Montes che queste possano essere trasformate.

Attualmente i sottoprodotti avicoli, generati in tutto il mondo in grandi quantità, sono inceneriti, finiscono in discarica o vengono utilizzati come mangime per gli animali d’affezione. Ma secondo Montes le piume hanno un grande potenziale: sono infatti costituite, al 90%, da cheratina la stessa proteina fibrosa che conferisce a capelli, zoccoli e corna la loro consistenza.

La maggior parte dei rifiuti possono essere redditizi“, ha spigato. Grazie al loro elevato contenuto di cheratina, le piume potrebbero produrre plastiche più dure e più resistenti rispetto a quelle prodotte, per esempio, utilizzando amido modificato o proteine vegetali.

Montes, che sta coordinando un progetto chiamato KARMA2020, il cui obiettivo è capire come trasformare le piume in plastica biodegradabile, ha detto che prima di utilizzare le piume come materia prima è necessario sottoporle ad una serie di processi.

Prima di tutto devono essere disinfettate per rimuovere eventuali agenti patogeni. “Poiché le piume sono anche molto leggere, può essere difficile farle scorrere attraverso le macchine“, ha inoltre spiegato l’ingegnere Carsten Niermann, della società tedesca di materie plastiche FKuR.

Solo a metà del progetto triennale, inserito nel programma comunitario Horizon, il team ha capito come pretrattare le piume in modo che siano tenere, pulite e sicure da maneggiare, e come trasformarle in materia prima.

Il team ha anche creato alcuni campioni di materiali realizzati con le piume, che potrebbero essere utilizzati per l’imballaggio: questi materiali sono stati prodotti utilizzando un processo in cui le piume riscaldate vengono iniettate in uno stampo per modellarle. La prossima sfida sarà applicare il processo di produzione a livello industriale e testare quanto le materie prime a base di piume riescano a produrre particolari prodotti finiti.

Al momento, i ricercatori stanno studiando come realizzare confezioni destinate agli alimenti, ma stanno anche sviluppando fertilizzanti a lenta cessione, materiali compositi e rivestimenti ignifughi, testandone la fattibilità economica e tecnica.

L’azienda crede che la domanda per prodotti tipici dell’economia circolare, in cui i sottoprodotti di un settore sono utilizzati come materie prime di altri, possa beneficiare del fenomeno conosciuto come consumismo consapevole. Un rapporto di Unilever, pubblicato lo scorso anno, mostra che un terzo dei consumatori preferisce marchi sostenibili.

Fonte Poultry World