Un “vecchio virus” scambiato per peritonite da E. Coli

Gli allevamenti commerciali di polli che sembrano affetti da peritonite da Escherichia coli potrebbero in realtà essere stati infettati da un riemergente agente patogeno.

Il Gallibacterium Anatis è un vecchio agente che veniva chiamato Pasteurella haemolytica o aviaria haemolytica Mannheimia, ma che recentemente è stato riclassificato all’interno della famiglia Pasteurellaceae” spiega Kalen Cookson di Zoetis.

Storicamente, il G. Anatis si presentava come colera aviario. Oggi, è considerato un patogeno delle vie respiratorie, ma alcuni ceppi sono diventati sistemici e hanno un’affinità con il tratto riproduttivo. Questo può portare a peritonite, salpingite, degenerazione dei follicoli, riduzione della produzione delle uova e mortalità.

La malattia potrebbe sembrare peritonite da E. Coli e, negli animali vaccinati contro la E. Coli, può portare alla errata conclusione che il vaccino non abbia funzionato”.

Il G. Anatis può essere facilmente isolato se si trova in una coltura pura, e gli isolati sono spesso multi-farmaco resistenti. Alcuni laboratori, tuttavia, non sono in grado di identificare questo patogeno e possono erroneamente catalogarlo come Pasteurella sp. o M. haemolytica. Inoltre, è possibile una co-infezione G. Anatis-E. coli, in particolare se non tutti gli uccelli sono stati vaccinati contro l’E. coli. In questi casi, il virus può essere dominante e mascherare, nei test, i casi di G. Anatis evitandone la corretta diagnosi.

Donna Kelly, Capo settore microbiologico della Facoltà di medicina veterinaria dell’Università della Pennsylvania ritiene che sulla base delle impronte del DNA siano state determinate due linee clonali di G. Anatis. Un tipo ha un’affinità sul tratto respiratorio superiore e l’altro su quello riproduttivo inferiore.

Ci sono diversi ceppi di G. Anatis con diversi livelli di virulenza, ma G. Anatis è soprattutto un agente opportunistico e si può trovare anche nel tratto respiratorio superiore senza causare segni clinici o lesioni.

Sembra che fattori predisponenti come l’immunosoppressione dell’animale ospite, in concomitanza con virus della bronchite infettiva (IBV) o con l’infezione da micoplasma, consenta al G. Anatis di esprimere tutta la sua virulenza”.

Nelle ovaiole, il picco di produzione di uova è un altro fattore predisponente per il G. Anatis, dato che può causare immunosoppressione consentendo agli organismi opportunisti di avere un punto d’appoggio; col passare del tempo, la carica batterica aumenta finché l’animale ospite non può più mantenerne il controllo e quindi si sviluppa l’infezione. Il picco di produzione porta anche a cambiamenti dei livelli ormonali e a variazioni di pH, che possono rappresentare un vantaggio per i batteri.

Il G. Anatis può essere passato da avicolo ad avicolo, anche se si sospetta un basso tasso di trasmissione verticale. L’infezione nei riproduttori maschi ha un effetto negativo sulla fertilità a causa della produzione di spermatozoi anomali e di scarsa qualità dello sperma.

La maggior parte dei casi analizzati sono stati individuati nelle ovaiole e negli avicoli da cortile, ma sono stati riscontrati casi sporadici anche nei broiler“ spiega ancora Kelly.

Nelle ovaiole non sembra esserci una predisposizione alla malattia in base alla razza. Tutti gli adulti sono sensibili; tuttavia, si è registrato un clustering nelle ovaiole tra le 40 e le 50 settimane di età. Questi casi di solito si presentano con mortalità elevata o con problemi al guscio delle uova, anche se ci sono stati casi sporadici che li presentabano entrambi. Dall’analisi necroscopica la peritonite si riscontra facilmente. Col progredire della malattia, o se vi sono complicanze, è possibile che vi sia una polisierosite (pericardite/periepatite) conclamata, accompagnata da salpingite caseosa. Sono comuni anche fegato e milza ingrossati. Nella maggior parte dei casi si tratta di co-infezioni con E. coli e, più recentemente, con Ornithobacterium rhinotracheale.

I casi sui broiler sono stati osservati negli animali a 25 giorni di età o in età avanzata. I gruppi colpiti hanno un’elevata mortalità (circa lo 0,3%) e presentano un respiro rumoroso. Anche in questo caso le lesioni evidenti in nescoscopia sono tipiche della polisierosite.

Fonte Poultry Health Today