Un buon livello di benessere per tutti i tipi di broiler

L’industria di polli da carne è diventata un modello di efficienza per il settore zootecnico, e gran parte del merito va agli allevatori di parent che hanno fornito uccelli che crescono ottimizzano le razioni di mangime. Oltre al miglioramento dei tassi di conversione e di crescita, gli allevatori di broiler stanno usufruendo di una riduzione dei tassi di mortalità e migliori rese delle carcasse. Terrence O’Keefe redattore di Egg Industry e direttore di WATT Global Media si chiede cosa ci sia di sbagliato in tutto questo.

In una situazione di libero mercato, ci saranno sempre segmenti in cerca di qualcosa di diverso. Ne sono un esempio le richieste di polli allevati senza l’uso di antibiotici, all’aperto, alimentati solo con ingredienti vegetali o in sistema biologico.

In Europa, si stanno sviluppando mercati di nicchia in base alle razze e alle modalità di allevamento, e in particolare in alcuni paesi cresce la domanda di broiler a crescita lenta. Questo perchè nei mercati dei paesi sviluppati alcuni consumatori posono permettersi di acquistare carne di pollo più costosa, laddove pensino che ne valga la pena.

Alcuni gruppi di animalisti stanno spingendo i produttori di broiler e i consumatori a scegliere razze a crescita lenta perché sostengono che il benessere di questi uccelli è migliore rispetto alle nuove razze di broiler. In un suo articolo Katya Simkhovich, coordinatore del settore alimentare di Compassion in World Farming, avanza l’idea che i polli da carne a crescita lenta possano raggiungere un miglior livello di benessere e quindi sono maggiormente accettati dal mercato. Inoltre dice che le razze “commerciali” presentano maggiori problemi in termini di qualità della carne del petto di pollo e quindi in definitiva i broiler a crescita lenta sono più sostenibili. In sostanza, Simkhovich vede nella selezione genetica fatta negli ultimi decenni come la radice dei problemi che l’industria avicola deve affrontare sul benessere animale e la sostenibilità. Gli uccelli a crescita lenta sono quindi visti come la soluzione a tutti i problemi del settore, tra cui il mantenimento della salute degli animali senza l’uso di antibiotici.

Ma il problema non è la genetica, che anzi potrebbe rappresentare gran parte della soluzione. Una mirata selezione genetica, in cui i futuri gruppi di parent vengono scelti in base ai tratti di benessere e qualità della carne, il tasso di crescita e le caratteristiche di rendimento, insieme a una migliore gestione dell’allevamento, si tradurrà in future generazioni di uccelli che possono avere un rendimento migliore di quelli a crescita lenta e permettere misurazioni oggettive di benessere.

Attualmente il pollo è più consumato del manzo, e presto lo sarà anche del maiale. In tutto il mondo la notevole crescita della produzione avicola è stata alimentata da una maggiore efficienza, spesso legata ai risultati ottenuti in decenni di selezione genetica.

I diversi gruppi di attivisti evidenziano diversi punti di vista definendo la sostenibilità: i gruppi per i diritti degli animali danno al benessere animale una priorità maggiore rispetto ai gruppi ambientalisti, che invece danno un peso maggiore all’utilizzo efficiente delle risorse. L’efficiente l’utilizzo delle risorse e la riduzione dei costi sono ancora i principali driver della sostenibilità nella produzione avicola. Ma, i produttori di pollame, dalla carne di tacchino alle ovaiole, devono comunque dare un valore più alto ai tratti di benessere rispetto a quanto non sia stato fatto in passato. Il primo passo è il peso che gli allevatori di riproduttori danno ai tratti di benessere al momento della selezione. Ma devono anche essere fatte considerazioni in relazione alla gestione dei rifiuti, all’illuminazione, alla formulazione dei mangimi, tutti fattori che comunque possono contribuire a migliorare la salute e il benessere degli uccelli.

Efficienza non significa solo avere uccelli migliori dei precedenti in termini di costo. Devono essere migliorate le misure di benessere e l’obiettivo è proprio raggiungere un migliore patrimonio di razze che possono prevedere anche quelle a crescita lenta. Il raggiungimento di questo obiettivo fornirà sostenibilità reali a lungo termine a tutta l’industria dei broiler.

Fonte WattAgNet