Un approccio olistico per ridurre gli antibiotici

Con un approccio olistico integrato che include il settore agricolo, quello dei mangimi e quello della salute, l’uso di antibiotici può essere ridotto in modo significativo su scala globale, mantenendo o addirittura aumentando la produttività”.

Lo ha affermato Knut Nesse, CEO di Nutreco nel corso della riunione ad alto livello delle Nazioni Unite sulla resistenza antimicrobica di New York e in occasione del Summit One Health organizzato da Elanco a Washington.

Al Summit One Health, Knut Nesse ha sottolineato la necessità di sviluppare alternative agli antibiotici. Recenti studi indicano che, a causa di una popolazione mondiale in crescita e all’aumento della domanda di proteine animali, l’uso di antibiotici in agricoltura è destinato ad aumentare drasticamente se non si decide un approccio diverso.
Siamo di fronte una sfida immensa: da una parte la necessità di alimentare una popolazione mondiale in crescita, e dall’altra dimezzare la pressione ambientale. Quindi, più cibo deve essere prodotto con meno risorse. L’urgenza della resistenza agli antibiotici aggiunge ora un’altra sfida” ha sottolineato Nesse “E’ inevitabile che bisogna ridurre la quantità di antibiotici usati nella produzione alimentare in modo significativo. Possiamo raggiungere questo obiettivo solo orientando la nostra attenzione verso strategie alternative. In tal senso Nutreco si impegna a condurre ricerca preventiva, e sta attualmente lavorando su diete funzionali e nuovi additivi per mangimi non-antibiotici, fattori chiave per ridurre l’uso di antibiotici”.

Le esperienze fatte in Norvegia e nei Paesi Bassi dimostrano che la collaborazione intersettoriale tra allevatori, veterinari, governo, scienza e industria è in grado di ridurre l’uso di antibiotici. Per esempio in Norvegia l’uso di antibiotici per l’allevamento del salmone norvegese dal 1990 è sceso del 99%. In Olanda attualmente negli allevamenti si usa il 58% in meno di antibiotici. In entrambi i casi la produttività è rimasta uguale o è addirittura migliorata.

Secondo Nesse il primo passo da fare è “un cambiamento di mentalità. Imparando dalle migliori pratiche e concentrandosi su strategie alternative, siamo in grado di aiutare gli agricoltori a nutrire una popolazione mondiale in crescita utilizzando meno risorse e meno antibiotici“.

Knut Nesse ha poi indicato 4 aree nelle quali operare: impostare ambiziosi obiettivi di riduzione del farmaco nella produzione di alimenti, senza scappatoie; aumentare la trasparenza, migliorando il monitoraggio dell’uso degli antibiotici nella produzione alimentare e la sorveglianza della resistenza; riorientare parte dell’attenzione dell’innovazione, e finanziare alternative come soluzioni nutrizionali, animali più robusti, allevamento di precisione e formazione degli allevatori; adeguare il quadro normativo, in modo che gli attributi sanitari e prestazionali delle soluzioni nutrizionali siano conosciute e riconosciute.

Fonte All About Feed