Tutti gli accordi commerciali dell’Ue in cantiere

In quest’ultimo mese gli stati dell’Unione europea stanno valutando l’accordo di libero scambio con il Canada (CETA). Ma non si tratta dell’unica questione in tema di patti commerciali che l’Ue si appresta ad affrontare. Attualmente infatti sono in fase di negoziazione numerosi trattati con paesi di tutto il mondo, che entreranno in vigore soltanto dopo l’approvazione del Parlamento Europeo.

L’Unione europea ha accordi commerciali diversi a seconda dei paesi. In alcuni casi vengono ridotti o eliminati i dazi doganali, in altri è stata creata una vera e propria unione commerciale, che elimina le tasse di frontiera o stabilito un’imposta doganale standard per le importazioni provenienti da quei paesi.

Non si tratta soltanto di dazi. L’attenzione è focalizzata anche sugli investimenti e sulla possibilità di risolvere le eventuali controversie in materia. Ad esempio: cosa potrebbe succedere se la decisione di un governo compromettesse gli investimenti di un’azienda in quel Paese? In più, i confini sono fondamentali per far rispettare le regole sui prodotti. Per citare un caso, l’Europa ha vietato certe tipologie di ormoni somministrati ai bovini nelle aziende biologiche per la possibilità che siano pericolosi per la salute ed è fondamentale impedire che queste carni entrino nel continente da paesi in cui sono autorizzati.

Ecco i tavoli aperti tra la Ue e il resto del mondo.

CETA – Accordo economico e commerciale globale con il Canada, I negoziati per il CETA sono terminati a settembre 2014. Durante il mese di ottobre di quest’anno dovrebbe avvenire la ratifica da parte di tutti i paesi dell’Ue. Una volta arrivato l’ok dai parlamenti nazionali, sarà necessaria la votazione positiva del Parlamento europeo. Giovedì 20 e venerdì 21 ottobre è nell’Ordine del giorno del Consiglio europeo. A dicembre, poi, la commissione Commercio Internazionale (INTA) voterà il provvedimento che sarà sottoposto alla validazione finale nella plenaria dello stesso mese. Se il percorso legislativo rispetterà i tempi stabiliti, il CETA potrebbe entrare in vigore dal 2017.

Altri accordi commerciali per cui sono terminati i negoziati senza essere ancora entrate in vigore riguardano i Paesi dell’Africa orientale, Ecuador, Singapore, Vietnam e Africa occidentale

Sono invece ancora in corso i negoziati per il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, che si è rivelato piuttosto problematico. In molti hanno espresso preoccupazione sulle differenze tra Europa e Usa riguardo agli standard dei prodotti e alla risoluzione di eventuali controversie sugli investimenti. Il faticoso processo di accordo è iniziato nel 2013 e da allora si sono svolti già 15 incontri.

Per quanto riguarda l’Asia, sono in corso negoziati con: Malesia (circa a metà strada, ma i problemi più difficili restano da risolvere), Indonesia (i prossimi incontri avranno luogo nel primo trimestre del 2017), Thailandia (ci sono stati quattro incontri ma non ne sono stati programmati altri), Filippine (il prossimo incontro si terrà entro la fine dell’anno), Giappone (in corso, possibile conclusione entro la fine dell’anno), Myanmar (sono già stati svolti quattro cicli di negoziati, ma nessun altro appuntamento è in programma) e India (nessuna trattativa al momento, ma continuano le discussioni sulle questioni in sospeso)

Quelli in corso con i paesi dell’America latina sono il cosiddetto Mercosur, ovvero il mercato comune dell’America meridionale comprendente Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela (l’ultimo ciclo di negoziati ha avuto luogo questo mese) e gli accordi con il Messico (il secondo ciclo di negoziati si terrà a novembre).

Al momento non sono stati intrapresi percorsi tra Unione europea e Cina per quel che riguarda il libero scambio. Si stanno portando avanti, parallelamente, colloqui per arrivare a un accordo sugli investimenti. Il processo è partito nel novembre 2013 e l’ultimo incontro si è svolto lo scorso settembre.

Infine, si sta discutendo anche sul TISA, l’accordo sugli scambi di servizi tra i 23 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), di cui fa parte anche l’Ue. Gli stati aderenti all’organizzazione rappresentano il 70% del commercio mondiale nel settore dei servizi. I negoziati procedono e sono stati già svolti 14 cicli di confronto tra i vari paesi.

Fonte Parlamento europeo