Trovare fonti affidabili per utilizzare al meglio gli additivi per mangimi

Secondo la Dottoressa Casey Bradley, specialista in alimentazione suina, nelle diete destinate ai suini è sempre più facile utilizzare gli additivi alimentari ma il problema è individuare quello giusto allo scopo. “Misura due volte e taglia una” era il motto preferito del nonno, un artigiano. Ma lo stesso detto può essere applicato in molti ambiti come uno studio di ricerca o un programma nutrizionale.

Molti allevatori utilizzano additivi per mangimi basandosi su quello che si immagina possano fare. Ne è un esempio la fitasi, utilizzata perché elimina i fitati. Ma c’è un’ampia ricerca che indica che l’utilizzo della fitasi nelle diete suine e avicole comporta anche un maggior livello di proteine, aminoacidi, fibre, energia e minerali traccia.

Negli ultimi mesi la dottoressa Bradley ha partecipato ad alcune conferenze e ha letto numerose riviste. Il problema che rileva è che a volte le ricerche vengono “accolte” in base alle ipotesi formulate dimenticando che esistono altri fattori che possono influenzarne l’esito. Gli errori esterni sono talvolta difficili da gestire, ma spesso è necessario ridefinire l’ambito di un processo. Spesso le relazioni delle ricerche si concludono con la frase “sono necessari altri studi”. Per questo secondo Bradley è necessario, durante la progettazione di protocolli di ricerca e diete, collaborare con i nutrizionisti, dato che alcuni ingredienti portano altre sostanze nutritive, buone o cattive all’interno dei test.

Spesso la Bradley ha evidenziato i rischi legati alla combinazione di diversi additivi per mangimi e il fatto che “di più non sempre è meglio“. Ultimamente, inoltre, è sempre maggiore la pressione verso un’allevamento senza antibiotici. La ricerca indica alcune enormi opportunità rappresentate da diversi additivi per mangimi. Ma quando si utilizzano contemporaneamente diversi additivi per mangimi è necessario comprendere fino in fondo gli obiettivi legati al loro utilizzo. Alcuni prodotti possono infatti regolare il sistema immunitario mentre altri potrebbero abbassarlo. E visto che ad ogni azione risponde una reazione uguale e opposta, un aumento di alcuni additivi potrebbe portare a un incremento dei requisiti di gestione, che potrebbero poi essere identificati come una riduzione dell’efficienza dei mangimi; mentre una loro diminuzione potrebbe abbassare i fattori di stress, ma potenzialmente rendere gli animali, in particolare i suini, incapaci di affrontare una sfida futura.

Per questi motivi progettando una dieta che comprende questi nuovi additivi per mangimi è importante comprendere tutti gli aspetti di un sistema produttivo e le interrelazioni tra questo e le strategie nutrizionali.

In conclusione, bisogna sempre prestare attenzione ai dettagli e cercare il maggior numero possibile di informazioni da fonti fidate, perché le opportunità esistono proprio per soddisfare gli obiettivi nutrizionali, ma devono essere applicate in modo cosciente e informato.

Fonte Pig Progress