Sul TTIP gli agricoltori statunitensi incolpano la Ue di eccessiva intransigenza

Il futuro del TTIP, l’accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Unione europea, è in una situazione di stallo soprattutto a causa del clima di incertezza che si sta respirando. E’ questo il sentiment diffuso tra gli esponenti del settore agricolo e industriale degli Stati Uniti.

La percezione è che sebbene l’UE sia disposta ad eliminare le tariffe su quasi tutte le merci, rimane riluttante a farlo nel settore zootecnico in particolare su pollame, manzo e suini. Di conseguenza, l’ultimo round di colloqui sul TTIP (Transatlantic Trade and Investiment Partnership) che si è tenuto a New York qualche giorno fa, ha permesso di fare “pochi progressi“, con i negoziatori degli Stati Uniti “che hanno rigettato la richiesta della Ue di un incontro di tre giorni sull’agricoltura”.

Il commento, rilasciato dal National Pork Producers Council (NPPC) riflette la posizione dell’organizzazione e dei suoi membri presenti in 43 associazioni di Stato.

Sosteniamo il TTIP ma siamo scettici sui progressi compiuti, soprattutto a causa dell’intransigenza dell’Unione europea“, ha dichiarato il NPPC, aggiungendo che l’UE permetterebbe un certo accesso al mercato a prodotti “sensibili”, tra cui la carne, se gli Stati Uniti aderissero alle richieste in materia di accesso e protezioni reciproche relativamente ai prodotti etichettati con indicazioni geografiche, come il cognac, il formaggio Roquefort e il prosciutto di Parma.

L’organizzazione ha concluso confermando che il futuro del TTIP ora è “più incerto. Il mese scorso, i ministri del commercio dell’Unione europea hanno espresso dubbi sul fatto che sarà possibile concludere l’accordo entro la fine dell’amministrazione Obama (20 gennaio 2017), e molti hanno chiesto una pausa nelle trattative“.

Fonte Poultry News