Studio tedesco per verificare l’effetto di spirulina e larve di insetti sulla qualità della carne avicola

Un gruppo di ricercatori tedeschi, guidati da Daniel Mörlein e del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università di Göttingen, ha rivelato che non esistono problemi di qualità di carne, se i broiler vengono alimentati con diete in cui parte della farina di soia è sostituita con fonti proteiche alternative,.

Per l’esperimento, pubblicato sulla rivista Foods, il 50% della proteina di soia presente nell’alimentazione dei broiler, è stato sostituito dalla spirulina (Arthrospira platensis) o da un pasto di larve di mosca nero soldato (Hermetia illucens). La nuove ricetta è stata somministrata durante le fasi di avviamento e crescita dei broiler.

Le diete di test e quelle di controllo, bilanciate in termini di aminoacidi, sono state somministrate liberamente a una serie di broiler maschi dal primo giorno ai 35 giorni di età, vale a dire il momento della macellazione. I ricercatori hanno monitorato una serie di parametri standard dei macelli, e studiato gli effetti sulla qualità fisica e sensoriale della carne, dopo tre o sette giorni di conservazione all’interno di un imballaggio in atmosfera modificata con ossigeno (HiOx MAP).

Per nessuno dei parametri presi in considerazione è stata individuata alcuna differenza significativa tra le carni dei broiler alimentati con spirulina e larve di insetto, e la dieta di controllo a base di soia. Nel caso del pasto con larve di insetto la differenza era un sapore più intenso della carne dei polli, che tuttavia diminuiva con l’aumentare del tempo di conservazione. Inoltre la carne dei polli nutriti con spirulina risultava di un colore rosso-giallo più scuro rispetto a quelli nutriti con la dieta controllata.

Complessivamente, Mörlein e i suoi coautori hanno concluso la sostituzione della farina di soia con alghe o larve di insetto non influisce negativamente sulla qualità della carne.

Dato che l’aumento della domanda internazionale di proteine animali pone problemi in termini di sostenibilità del commercio mondiale dei semi oleosi proteici tradizionali, come per esempio la soia utilizzata nei mangimi di avicoli e suini, è necessario individuare fonti proteiche alternative che possono essere prodotte in un modo più sostenibile.

Così come qualsiasi nuovo ingrediente alimentare, le proteine alternative prima di poter essere somministrate all’allevamento sono soggette ad un iter normativo, in particolare per quanto riguarda qualità e la sicurezza per gli animali e per i consumatori.

Fonte WattAgNet