Le uova prodotte fuori gabbia sono davvero più sostenibili?

Nel corso di un intervento all’Egg Industry Center’s Issues Forum, Carlos Saviani vice presidente del WWF ha detto che le uova prodotte fuori gabbia sono “difficilmente difendibili” da un punto di vista della sostenibilità. Questo tipo di produzione sta infatti ottenendo consenso per le preoccupazioni in termini di benessere animale, ma le uova fuori gabbia possono risultare meno eco-sostenibili rispetto a quelle prodotte negli allevamenti convenzionali.
Le uova prodotte fuori gabbia sono davvero più sostenibili? Nel corso del dibattito che ne è seguito Chad Gregory, presidente e CEO di United Egg Producers ha chiesto a Saviani se pensasse che la produzione di uova fuori gabbia fosse sostenibile come quelle prodotte in modo convenzionale.
“La produzione di uova fuori gabbia richiede molti più acri per la coltivazione di soia e mais, e un maggiore ingombro delle aziende di allevamento. Il dottor Jason Clay, senior vice presidente del WWF area cibo e mercati) ci ha più volte ricordato che nel 2050 la popolazione mondiale sfiorerà i 10 miliardi di persone. Siamo quindi costretti ad organizzarci di conseguenza” Inoltre Gregory ha chiesto ai presenti la loro opinione “su cosa significa nutrire una popolazione mondiale in forte crescita, se da un punto di vista ambientale siamo costretti a fare dei passi indietro”.

Secondo Saviani è importante considerare l’impatto delle risorse naturali destinate alla produzione alimentare e questo significa anche verificare cosa succede quando variano alcuni tipi di allevamento, come quello in gabbia delle ovaiole. In particolare Saviani ha fatto riferimento al report 2015 della Coalition for Sustainable Egg Supply, che ha raccolto le ricerche effettuate in materia di allevamenti convenzionali, fuori gabbia e gabbie arricchite, specificando che è importante farsi guidare da un approccio scientifico, e non emotivo. In questa prospettiva “è difficile difendere il sistema fuori gabbia” così come lo intendiamo oggi.

Nel corso del dibattito è anche stato ricordato l’impegno preso da McDonald di utilizzare nei punti vendita di Stati Uniti e Canada, entro il 2025, solo uova prodotte fuori gabbia. Ma Saviani ha precisato che il WWF ha messo in discussione questa posizione. La multinazionale ha infatti speso milioni di dollari per sostenere lo studio alla base di questa decisione, ed era consapevole del fatto che una produzione fuori gabbia non è la migliore soluzione possibile per una produzione sostenibile di uova. “Mi hanno detto che lo sapevano ma avevano solo bisogno di conoscere il divario esistente tra il sistema fuori gabbia e gli altri, perchè di fatto la decisione era già stata presa” ha riferito Saviani, secondo il quale la decisione di McDonald è stata guidata dalla forte pressione sociale. L’azienda, ha detto, sta scommettendo sul fatto che l’industria sarà in grado di colmare questa lacuna in termini di efficienza entro 10 anni entro i quali dovrà raggiungere una produzione efficiente come quella delle gabbie arricchite.

Gregory ha poi chiesto se il WWF fosse disposto a difendere gli allevamenti convenzionali e Saviani ha precisato che questa posizione è proprio alla base della tavola promossa nel corso dell’incontro. “Sarà un’occasione per discutere insieme e dare la possibilità alle persone che difendono l’allevamento fuori gabbia di presentare i propri dati scientifici e le loro idee. L’obiettivo è raggiungere una posizione comune sulla sostenibilità e sul benessere animale”.

Fonte WattAgNet