Sicurezza ed efficacia di HOSTAZYM® X come additivo per mangimi per galline ovaiole e specie avicole minori

L’additivo HOSTAZYM® X contiene endo-1,4-β-xilanasi ed è disponibile in forma solida e liquida. Questo additivo è già autorizzato per l’uso nei suinetti e nei suini da ingrasso, nelle galline e nei tacchini da ingrasso, nelle galline ovaiole, nelle specie avicole minori ovaiole e da ingrasso.  Il ricorrente ha chiesto al gruppo di esperti scientifici sugli additivi e le sostanze o i prodotti usati nei mangimi (FEEDAP) dell’Efsa, di estendere l’uso dell’additivo alle galline ovaiole e alle specie avicole minori ovaiole, alla dose compresa nell’intervallo tra 1.500 e 3.000 EPU per kg di mangime.

Gli aspetti relativi alla sicurezza dell’utilizzo di questo additivo nei mangimi, compresa la sicurezza per i consumatori, gli utenti e l’ambiente, sono stati precedentemente valutati. Il EEDAP ha concluso che non ci sono preoccupazioni per la sicurezza dei consumatori e non si prevedono rischi per l’ambiente. L’additivo deve essere considerato un potenziale irritante per pelle e occhi, e un potenziale allergene per pelle e sistema respiratorio.

Il FEEDAP non è a conoscenza di nuove informazioni che potrebbero portare a riconsiderare le conclusioni tratte in precedenza. Il Gruppo aveva precedentemente valutato un test di tolleranza effettuato sui polli da ingrasso, e in base a quello si era ritenuto che gli animali tollerassero bene la dose di 3.000 EPU per kg di mangime. In tale valutazione, il FEEDAP ha inoltre valutato l’efficacia del prodotto nei polli da ingrasso e ha concluso che l’additivo è potenzialmente efficace nei polli da ingrasso alla dose di 1.500 EPU per kg di mangime.
I dati sulla tolleranza e sull’efficacia nei polli da ingrasso, sono stati considerati rilevanti per l’uso sulle nuove specie target proposte dal richiedente. Di conseguenza, le conclusioni sulla sicurezza e sull’efficacia raggiunte per i polli da ingrasso, sono state estese alle galline ovaiole ed estrapolati per le specie avicole minori ovaiole.

Fonte Efsa