Settimana Mondiale di Sensibilizzazione sugli antibiotici: in Italia ridotto l’uso negli allevamenti avicoli del 50%

In occasione della Settimana Mondiale di sensibilizzazione sugli antbiotici il Presidente di Unaitalia Aldo Muraro ha ricordato che “la filiera avicola italiana è da tempo impegnata attivamente e con convinzione nel contrasto al fenomeno dell’antibiotico-resistenza e continuerà a lavorare sulla riduzione dell’uso del farmaco negli allevamenti con l’obiettivo di migliorare i soddisfacenti risultati già raggiunti. Le raccomandazioni che giungono dall’OMS confortano il buon lavoro che allevatori e aziende stanno già portando avanti nel miglioramento degli standard di allevamento, delle biosicurezze, della gestione corretta dei parametri ambientali e dell’applicazione di nuove tecnologie necessarie per ridurre la comparsa di malattie e il ricorso ai trattamenti, che solo in caso di manifesta patologia devono rappresentare l’ultima ratio, non evitabile per ragioni di benessere animale.

La somministrazione di antibiotici negli allevamenti avicoli è legata elusivamente alla presenza di una malattia conclamata ed avviene sotto la responsabilità e il controllo veterinario.  Non vengono mai usati per favorire la crescita degli animali, pratica vietata in Europa dal 2006.

Inoltre in soli cinque anni il settore avicolo italiano, che incide in ogni caso meno di un quarto sul totale degli antibiotici venduti nel settore zootecnico, ha dimezzato l’uso dei farmaci negli allevamentiUn importante traguardo raggiunto grazie all’attivazione dal 2013, su base volontaria, di un Piano Nazionale per la razionalizzazione dell’uso di antibiotici. Si tratta del più importante intervento organico di riduzione e razionalizzazione dell’uso del farmaco in ambito zootecnico in Italia, un piano molto ambizioso, fatto proprio dallo stesso Ministero della Salute ed emanato nel luglio 2015.

Per l’anno 2017 il Piano permetterà di consolidare e migliorare i risultati ottenuti attraverso l’impegno mirato alla riduzione delle molecole critiche e importanti per la salute umana, aspetto giudicato molto rilevante dall’OMS. Dopo l’abbandono delle cefalosporine di 3° e 4° generazione a partire dal 2009, oltre alle altre cefalosporine tradizionali, il nuovo piano prevederà il bando dell’uso della colistina nel pollo da carne.

Stiamo facendo la nostra parte  ma va comunque ribadito che il problema della resistenza agli antibiotici è globale e multifattoriale e va affrontato con un approccio One Health, come correttamente affermato recentemente anche dalla Ministra della salute Lorenzin, considerando tutti gli aspetti che hanno contribuito in decenni al suo radicamento, come l’uso scorretto o l’abuso del farmaco in medicina umana, la scarsità di nuove molecole o la scarsa igiene negli ospedali”.