Senza NAFTA in dubbio le esportazioni avicole USA verso il Messico

Secondo Mike Cockrell, direttore finanziario di Sanderson Farms, uno dei principali produttori zootecnici degli Stati Uniti, se il North American Free Trade Agreement-NAFTA, dovesse fallire, l’applicazione di potenziali dazi “proibirebbe agli USA di vendere prodotti in Messico”. Questo significa che se gli sforzi per rinegoziare l’accordo di libero scambio nordamericano non avessero successo, l’impatto sul settore avicolo statunitense potrebbe essere devastante

Il Messico è attualmente il più grande importatore di polli statunitensi, ma se i colloqui per ridefinire l’accordo fallissero, il paese sudamericano potrebbe applicare sul pollame a stelle e strisce dazi anche del 75%.

Il sesto round degli incontri tra Stati Uniti, Messico e Canada è iniziato il 23 gennaio a Montreal, in Canada.
Per aziende come Sanderson Farms, che esporta molti prodotti, in particolare gambe e cosce provenienti dal suo impianto del Texas, significherebbe una chiusura completa del mercato.

Il mancato accordo ci proibirebbe di vendere in modo efficace i nostri prodotti in Messico” ha precisato Cockrell aggiungendo che la perdita del mercato messicano sarebbe paragonabile all’impatto del bando russo del 2002 sulle importazioni di pollame provenienti dagli Stati Uniti.

Durante il suo recente discorso all’American Farm Bureau Federation, il presidente Donald Trump aveva riconosciuto alcuni problemi sul NAFTA, ma aveva aggiunto che stava “lavorando molto duramente per ottenere un accordo migliore per i nostri agricoltori, allevatori e produttori“.

Farmers for Free Trade, un’organizzazione bipartisan co-presieduta dagli ex Senatori Max Baucus, e Richard Lugar, è tra i gruppi maggiormente interessati dalla prospettiva delle tariffe del 75% sul pollame. In un recente comunicato stampa, l’organizzazione aveva esortato l’amministrazione Trump a modernizzare il NAFTA senza abbandonarlo. “In un momento in cui i redditi agricoli sono in calo, per mantenere e accrescere i posti di lavoro e le economie rurali, le comunità rurali dipendono dalla domanda proveniente da oltre confine. Ecco perché invitiamo l’amministrazione a modernizzare il NAFTA senza ritirarsi dall’accordo, a procedere con cautela sull’imposizione di nuove tariffe che potrebbero danneggiare gli agricoltori americani e ad aprire nuovi mercati in tutto il mondo per tenere il passo con i nostri concorrenti. Il modo più rapido per invertire qualsiasi beneficio normativo o fiscale destinato all’America rurale sarebbe quello di ritirarsi dal NAFTA: questo non solo minaccerebbe le materie prime e le borse, ma creerebbe una nuova imponente tassa sull’agricoltura americana. Solo in Messico, i nostri prodotti avicoli subirebbero un dazio del 75%, la carne di maiale verrebbe tassata al 10% e le carni bovine al 25%“.

Fonte WattAgNet