Sempre più in crisi la più grande azienda avicola del Brasile

Su BFR Sa, il più grande produttore avicolo del Brasile, continua a pesare lo scandalo scoppiato lo scorso anno e che ha sconvolto tutta l’industria zootecnica brasiliana

In questi giorni sono emerse alcune novità, come le e-mail dei dipendenti di BRF che parlano di prove di frodi e che hanno raggiunto il top management della compagnia. Secondo quanto riportato dalla polizia federale si presume che il reato si sia verificato tra il 2012 e il 2015, e abbia coinvolto tre degli stabilimenti della società e i dirigenti di tutti i livelli. A carico dell’ex amministratore delegato Pedro Faria, è stato emesso un mandato d’arresto.

La notizia accresce la pressione su BRF già al centro di un’aspra disputa tra azionisti: inoltre i risultati aziendali appena pubblicati, i peggiori della sua storia, potrebbero anche comportare la rimozione dell’intero Consiglio. Durante il fine settimana, il board dei Fondi pensione cui sono intestati il 22% delle azioni della società ha presentato i propri candidati per far eleggere un nuovo Consiglio. Il presidente del BRF, Abilio Diniz, ha convocato un incontro per lunedì per discutere la richiesta.

Secondo quanto dichiarano le fonti della polizia, cinque laboratori accreditati presso il ministero dell’Agricoltura e una società anonima hanno falsificato i risultati dei test sui campioni di carne. Il motivo era nascondere le cattive condizioni sanitarie e l’incidenza della salmonella al di sopra dei requisiti stabiliti da alcuni paesi importatori, evitando restrizioni alle vendite e punizioni. Le esportazioni effettuate dagli impianti sotto accusa sono state bloccate in particolare nei confronti di alcune destinazioni con specifiche esigenze in merito al controllo della salmonella, tra cui Unione Europea, Russia, Cina e Sud Africa.

A San Paolo le azioni della BRF sono crollate del 16%, toccando il livello più basso dal 2011. Ma anche i titoli dei concorrenti sono diminuiti, con JBS SA in calo del 5,3% e Minerva SA e Marfrig Global Foods in calo rispettivamente del 2,9% e 1,6%.

La società risponde alle accuse avanzate con un comunicato stampa, dicendosi aperta a collaborare alle indagini e a risolvere eventuali problematiche.

Per quanto riguarda la contaminazione con Salmonella pullorum, sottolinea che i test effettuati sui pulcini indicati dalla Polizia Federale erano negativi, aggiungendo tuttavia che nel periodo in cui è stata effettuata l’indagine, gli allevamenti e i broiler di Carambei, in Paranà, erano invece infetti: tuttavia i risultati erano stati forniti sia ai servizi ispettivi statali che a quelli federali.

Per quanto riguarda l’accusa che l’azienda produceva premiscele con contenuti diversi da quelli riferiti ai revisori, BRF dichiara che le sue centrali per la produzione di premiscele sono registrate e certificate dal Ministero dell’Agricoltura e che l’audit più recente, condotto nell’ottobre dello scorso anno, ha rilevato che la società agiva secondo le regole per la produzione di premix.

Per quanto riguarda le e-mail relative a risultati di test e certificati sanitari falsificati, la società rileva che sono state scritte da un ex dipendente che ha lasciato la BRF nel 2014. Le e-mail sono state prese seriamente in considerazione dall’azienda e sono state adottate diverse misure per migliorare le procedure interne: per esempio ora i laboratori di test riferiscono direttamete al controllo centrale della qualità.

La società aggiunge inoltre che opera seguendo gli standard brasiliani e internazionali per la produzione e la commercializzazione dei prodotti, e che detiene importanti certificazioni internazionali di qualità. Sottolinea infine che si rende disponibile a collaborare con le autorità per qualsiasi chiarimento, pur mantenendo la piena trasparenza con clienti, consumatori, azionisti e il mercato internazionale.

Fonti Bloomberg e WattAgNet