Salmonella enteritidis il pericolo maggiore per i piccoli produttori di uova

Secondo alcuni scienziati dell’Università della Pennsilvania, le uova provenienti da piccoli gruppi di polli hanno maggiori probabilità di essere contaminate da Salmonella enteritidis, rispetto alle uova presenti nei negozi alimentari, che in genere provengono da allevamenti più grandi e che sono regolati dalla US Food and Drug Administration.

Questa conclusione, contraria all’opinione generale secondo cui le uova provenienti da pollame da cortile o da piccole imprese locali sono più sicure da mangiare, è stata raggiunta dopo uno studio di 6 mesi fatto in Pennsylvania. I ricercatori hanno raccolto e testato oltre 6.000 uova provenienti da più di 200 punti vendita presenti in tutto lo Stato.

La Salmonella Enteritidis è il principale patogeno di origine alimentare degli Stati Uniti, e molti focolai diffusi tra gli esseri umani sono legati alla loro manipolazione o ingestione. La FDA ha quindi sottoposto i produttori di uova con oltre 3.000 capi alla Final Egg Rule, una normativa che mira a limitare la crescita dei patogeni sui gusci delle uova. I piccoli produttori, con meno di 3.000 ovaiole, sono invece esenti dalla normativa. Le uova provenienti da questi produttori sono spesso commercializzate attraverso vendita diretta a ristoranti, negozi di cibi naturali e mercati agricoli, oppure sono vendute lungo la strada.

Da aprile a settembre 2015, i ricercatori hanno acquistato, in modo casuale, da 2 a 4 dozzine di uova da ciascuno dei 240 mercati agricoli selezionati o dalle bancarelle presenti lungo le strade, che rappresentano i piccoli allevamenti di ovaiole delle 67 contee della Pennsylvania. I contenuti interni delle uova e dei gusci sono stati analizzati separatamente per la Salmonella, utilizzando protocolli standard.
I positivi alla Salmonella sono stati classificati in base al sierotipo, e ogni isolato S. enteritidis è stato ulteriormente caratterizzato per valutarne il legame con ceppi di batteri che hanno causato epidemie di origine alimentare presso l’uomo.

I risultati dei test hanno rivelato che rispetto ai 240 punti vendita analizzati, sono risultate positive alla S. Enteritidis le uova di 5 pdv (2%). Le uova vendute in uno dei punti di vendita positivi contenevano batteri sui gusci; le uova provenienti dagli altri 4 punti vendita presentavano il batterio internamente.

Si tratta di una prevalenza del patogeno maggiore rispetto a quella individuata attraverso precedenti studi che analizzavano uova provenienti da grandi allevamenti, ha spiegato Subhashinie Kariyawasam, ricercatore della sezione di microbiologia della Penn State University.
La Final Egg Rule prevede l’accasamento di pulcini “senza” Salmonella, la derattizzazione intensiva, la pulizia e la disinfezione degli ambienti, il monitoraggio ambientale dei capannoni che ospitano le ovaiole, controlli continui dei positivi alla Salmonella, e l’utilizzo delle uova provenienti da accasamenti positivi solo nel settore della pastorizzazione.

Per Kariyawasam, che ha presentato i risultati della ricerca alla riunione dell’American Veterinary Medical Association e dell’American Association of Avian Patology, lo studio ha chiaramente dimostrato che la Salmonella Enteritidis è presente nelle uova prodotte da piccoli allevamenti.

Kariyawasam ha inoltre osservato che negli Stati Uniti le uova provenienti da piccoli allevamenti contribuiscono in misura significativa al settore delle uova da tavolo. Ma la crescente domanda di uova da cortile o provenienti da ambienti non agricoli, con piccoli allevamenti che gestiscono sistemi fuori gabbia, suggerisce che questi sistemi di produzione meritano qualche controllo.
Se si acquistano uova dai piccoli produttori, è necessario preoccuparsi della Salmonella proprio come se si fossero acquistate da grandi allevamenti” ha concluso Kariyawasam. “Al di là del semplice consumo di uova, ricordiamo che le ovaiole possono avere la Salmonella, e quindi le persone che lavorano in questo tipo di allevamento devono essere consapevoli dei pericoli presenti. Se questo tipo di animali vengono anche considerati da compagnia, o vengono tenute nel cortile di casa, vi è un rischio di creare un contatto anche con le persone di casa, compresi i bambini”.

Fonte World Poultry