Riforma della PAC: “L’agricoltura richiede un approccio evolutivo piuttosto che rivoluzionario”

La Commissione europea ha recentemente presentato alcune proposte per il futuro della Politica agricola dell’Unione. Nella nuova strategia è incluso un “approccio su misura” secondo il quale alcuni paesi comunitari avrebbero maggiori responsabilità nello scegliere come e dove investire i finanziamenti comunitari. Gli obiettivi primari della PAC sono garantire ai consumatori europei un’offerta stabile e prodotta in modo sostenibile di alimenti sicuri a prezzi accessibili, fornendo allo stesso tempo un tenore di vita decoroso agli agricoltori dell’Unione.

Secondo Czesław Siekierski, Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo la necessità di questa nuova elaborazione della PAC deriva non tanto dalla necessità di una nuova riforma globale, quanto dal bisogno di adeguamenti. La natura specifica dell’agricoltura richiede un approccio evolutivo, non rivoluzionario. In particolare nel settore agricolo i cambiamenti sono di lungo periodo, così come la redditività del capitale investito. Al tempo stesso è necessario rafforzare la capacità della PAC di rispondere rapidamente alle sfide, adattarsi a un mondo che cambia, ad esempio nel campo degli accordi commerciali, della digitalizzazione o di nuovi sviluppi tecnologici.

Per affrontare le realtà locali degli agricoltori, la Commissione vorrebbe passare da un approccio unico per tutti a uno su misura e Siekierski ritiene che si tratti di un buon approccio dato che fino a questo momento non sono state considerate le diversità del settore agricolo europeo. Queste diversità sono spesso il risultato di differenti aree climatiche, fattori storici o politici. L’agricoltura nel nord è diversa da quella dell’Europa meridionale. Il punto è perseguire obiettivi e valori comuni, con strumenti diversi in diversi paesi dell’UE.

In base alle ultime proposte, l’UE individuerà degli obiettivi, e gli Stati membri, che hanno una visione più chiara a livello locale, proporranno come raggiungerli in base alle loro capacità.

Siekierski ritiene infine che i problemi fondamentali dell’agricoltura nell’UE non siano affrontati in modo adeguato. Ne è un esempio la questione legata ai bassi redditi del settore agricolo, metà dei quali provengono da finanziamenti dell’UE. Vi è anche la necessità di forme tradizionali di intervento sul mercato per garantire la stabilità del settore, come la rimozione di eccedenze di produzione dal mercato. Ma svolgono un importante ruolo anche l’invecchiamento della popolazione, la mancanza di interesse per l’agricoltura tra i giovani, le scarse infrastrutture tecniche e sociali nelle aree rurali e la dipendenza dell’industria dalle condizioni meteorologiche e dalle fluttuazioni del mercato.

Fonte Parlamento europeo