Rendiamo l’uovo virale

Nel suo blog sulle pagine di WattAgNet, Benjamin Ruiz, capo redattore di Industria Avicola, ha parlato di un tweet postato pochi giorni fa che ha fatto esplodere una grande discussione in Spagna. La nutrizionista Maria Merino ha pubblicato infatti una foto di suo figlio che mangia ceci, sottolineando che il bambino ancora non sa sa cos’è un biscotto e che adora mangare questi legumi.

Le reazioni non si sono fatte attendere, anche se la maggior parte erano critiche ingiustificate e non non c’era interesse ad ascoltare la professionista della nutrizione. Di fatto il post voleva essere una difesa del cibo naturale rispetto ai “cibi” zuccherini normalmente utilizzati per la colazione.

Secondo Ruiz, tuttavia, la nutrizionista, pur non mettendo in dubbio l’importanza della colazione, dimenticava un alimento che, soprattutto in alcuni paesi, è l’emblema di quello che normalmente viene definito “il pasto più importante della giornata”. Ha infatti dimenticato le uova. E come lei, secondo Ruiz, gran parte delle persone dimentica questo alimento meraviglioso ed economico, non solo a colazione ma anche a pranzo e cena.

La Spagna per esempio ha un consumo pro capite di 254 uova all’anno. Non male, ma c’è ancora un potenziale di circa 110 uova rispetto al consumo pro capite del Messico. E in Italia? Secondo i dati raccolti da Unaitalia, nel 2016 sono stati prodotti 12 miliardi e 900 milioni di uova da consumo, vale a dire quelle che arrivano direttamente in tavola e quelle sono utilizzate dall’industria di trasformazione. E purtroppo anche l’Italia è ancora molto lontana dai consumi messicani.

Fonte WattAgNet