Regolamento per la qualifica dei residui come sottoprodotti

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2017 è stato pubblicato il Regolamento del Ministero dell’Ambiente recante “Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”.

Come precisato nel testo legislativo, il regime dei sottoprodotti contribuisce alla dissociazione della crescita economica dalla produzione di rifiuti in quanto favorisce l’innovazione tecnologica per il riutilizzo di residui di produzione nel medesimo o in un successivo ciclo produttivo, limita la produzione di rifiuti, nonché riduce il consumo di materie prime vergini. Inoltre, l’impiego dei sottoprodotti non può prescindere da un quadro normativo e amministrativo certo, con particolare riferimento alle modalità con le quali il produttore e l’utilizzatore possono dimostrare che sono soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 184-bis, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Il Regolamento, pertanto, stabilsce, i criteri affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti e alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni di cui al citato articolo 184-bis, comma 1.

Vale la pena di evidenziare che tra le biomasse residuali destinate all’impiego per la produzione di biogas in impianti energetici (Allegato 1) vi sono i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano di cui al Regolamento 1069/2009, i sottoprodotti dell’allevamento, gli effluenti zootecnici e la pollina.