Rapporto USDA: il consolidamento del settore avicolo statunitense

I dati riportati in un nuovo rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) mostrano che negli ultimi 25 anni, negli Stati Uniti, gli allevamenti di polli sono cresciuti dalle 300.000 unità del 1987 alle 480.000 del 1997 fino alle 680.000 del 2012, con un aumento complessivo del 127%. Tra il 1987 e il 2012 gli allevamenti di tacchini hanno visto un aumento del 33% passando da 120.000 a 160.000.

Gli autori James McDonald, Robert Hoppe e Doris Newton hanno poi precisato che due settori che hanno subito un maggiore consolidamento sono stati quello delle colture speciali e quello dei prodotti caseari. Ciò è dovuto soprattutto ai cambiamenti subiti dal settore avicolo, in termini di organizzazione e tecnologia, ben prima della serie di relazioni avviate nel 1987.

Nel 2015 gli allevamenti grandi e molto grandi, vale a dire con un reddito lordo di oltre 1 milione di dollari rappresentano il 76% delle aziende del settore dei seminativi, il 72% di quelle casearie ma solo il 27% di quelle avicole e suinicole. Nel settore avicolo e in quello suinicolo il 46% degli allevamenti sono di piccole dimensioni, mentre questa percentuale cala all’11% per il settore caseario, e al 10% in quello delle colture speciali.

Negli ultimi 30 anni la produzione di uova è cresciuta in modo significativo, e gli allevamenti dedicati sono passati dai 62.000 del 1982 ai 117.839 del 1987 fino ai 925.975 nel 2012. Ciò rappresenta un aumento del 68%, anche se la crescita tra il 2007 e il 2012 è stata decisamente più lenta.

Il rapporto ha inoltre evidenziato il livello di integrazione delle aziende avicole: ne è un esempio Tyson Foods, che gestisce 62 incubatoi di broiler. I pulcini nati negli incubatoi vengono consegnati agli allevamenti che li gestiscono fino al raggiungimento del peso di mercato. Tyson fornisce agli allevatori sotto contratto i pulcini provenienti dalle sue strutture: i polli ormai cresciuti vengono poi condotti agli impianti di lavorazione della stessa Tyson. Quasi tutta la produzione di broiler è coordinata da 20 aziende che seguono questo modello, sebbene gli allevatori indipendenti rappresentino la maggior parte della produzione proveniente da queste imprese integrate.

La produzione di uova e tacchini, invece, segue modelli diversi, e le principali aziende statunitensi hanno maggiori probabilità di possedere e gestire gli impianti di produzione. Butterball, ad esempio, che rappresenta il 20% della produzione di tacchini degli Stati Uniti, gestisce i propri incubatori e i propri impianti di produzione. Cal-Maine Foods, il più grande produttore di uova statunitensi, gestisce 44 impianti per la produzione, l’incubazione, gli allevamenti e gli impianti di lavorazione.

Fonte Poultry World