Quale certificazione per il benessere animale?

Il decreto sul Veterinario Aziendale costituirà la pietra fondativa di un sistema che deve ancora essere strutturato e di cui si inizierà a parlare venerdì 12 maggio al 19°congresso nazionale della Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito-SIVAR, durante la sessione “Quale certificazione per il benessere animale?”

La SIVAR metterà a confronto, per la prima volta, norme, progetti e proposte e focalizzerà il ruolo centrale del Veterinario Aziendale, insieme a quello degli enti pubblici della sanità, dei produttori privati e degli enti di certificazione. Un sistema in divenire, quello della certificazione del benessere animale, del quale il decreto sul Veterinario Aziendale costituirà il primo atto, superando una inadeguata situazione ante-legem e approdando ad una certificazione basata sulla separatezza delle funzioni e degli obiettivi.

La certificazione del benessere animale dovrà fondarsi su principi di indipendenza e terzietà, secondo criteri e procedimenti che dovranno mantenere l’integrità di ruolo di ciascun segmento della filiera, ma tutti concorrendo ad un traguardo finale di garanzia, trasparenza e affidabilità delle informazioni ‘certificate’ al consumatore.

Una volta varato il decreto, il Veterinario Aziendale potrà mettere a disposizione le proprie competenze in tema di benessere degli animali allevati. Ciascun soggetto della filiera- dall’allevamento alla tavola- potrà valorizzare l’apporto del Veterinario Aziendale in base ai rispettivi compiti, ruoli ed esigenze: l’allevatore per le migliori prassi zootecniche; l’Autorità Sanitaria per il controllo degli standard ufficiali di benessere animale; il produttore per innalzare e certificare la qualità degli alimenti sugli scaffali; il consumatore per leggere in etichetta o sulle confezioni quelle garanzie di benessere animale che riflettono una sensibilità di ordine etico che si affianca alle garanzie di sicurezza igienico sanitaria.

Il veterinario aziendale”  commenta il Presidente della SIVAR Daniele Gallo “obbedisce ai principi della sanità delle produzioni animali e sarà una risorsa dal punto di vista clinico e terapeutico, di benessere animale, di condizionalità e di gestione informativa”.

Il benessere animale è al centro delle politiche sanitarie e agricole nazionali. Nel suo atto di indirizzo 2017, il Ministero della Salute prevede di modificare il Piano nazionale benessere animale per rendere più efficaci, omogenei e mirati i controlli ufficiali, determinando anche le basi per avviare un processo che porti alla “certificazione” dei prodotti provenienti da allevamenti in cui vengono rispettati elevati livelli di benessere, anche in virtù della presenza del Veterinario Aziendale.
L’innalzamento dei livelli di benessere animale degli allevamenti italiani rientra anche nella direttiva 2017 del Ministero delle Politiche, anche alla luce dei fondi messi a disposizione dalla PAC per gli allevamenti che rispettano i criteri obbligatori di gestione del benessere animale, offrendo garanzie di indipendenza e affidabilità. I programmi di miglioramento del benessere animale sono contenuti nelle direttive generali del Ministero delle Politiche Agricole per il 2017.

Fonte Anmvi Oggi