Proteggere le ovaiole più anziane dalla bronchite infettiva

Attualmente molte razze di ovaiole restano produttive fino a 500 giorni di età. Secondo Dieter Vancraeynest, veterinario di Zoetis potrebbe quindi essere tempo di rivedere i protocolli di protezione contro la bronchite infettiva (IB),

La protezione contro l’IB inizia con la vaccinazione in vivo con diversi tipi di sierotipi. La variante di Massachusetts è generalmente considerata la base di qualsiasi programma di protezione IB.

Questo fornisce una buona base per la protezione dalla bronchite infettiva” spiega Vancraeynest “Successivamente, però, è necessario ricostruire diversi tipi di serotipi, a seconda della zona geografica in si opera

Data l’ampia variazione dei ceppi di IB, infatti, il virus è in continuo in movimento e non è disponibile alcun vaccino che copra ogni tipo di sierotipo. Quindi lo sviluppo di un programma di vaccinazione di successo comincia con la fase diagnostica che permette di scoprire quali sono i sierotipi che circolano in una zona specifica.

Sebbene i vaccini inattivati offrono una soluzione efficace per la protezione contro la bronchite infettiva, la durata dell’immunità fornita è spesso insufficiente per le ovaiole che hanno una vita più lunga, e i produttori devono proteggerle durante tutto il ciclo produttivo.

Molti vaccini contro la IB devono essere limitati durante il periodo di posa, non perché non siano sicuri o inefficaci, ma perché i produttori non hanno fatto questa specifica richiesta in fase di registrazione del farmaco. Tuttavia, Vancraeynest ha osservato che i recenti test effettuati su un vaccino commerciale confermano che può essere utilizzato anche in fase di posa senza alcuna preoccupazione in termini di sicurezza.

Per i ceppi di virus IB emergenti, per i quali non sono disponibili vaccini omologhi, è necessario utilizzare vaccini che offrono una protezione incrociata, spiega Vancraeynest. Tali varianti includono Variant Q1 in Europa e Variant 2 in Medio Oriente.

Anche quando viene utilizzata la diagnostica, i programmi di vaccinazione contro la bronchite infettiva non possono in ogni caso coprire tutti i ceppi in circolazione, e le ovaiole sono vulnerabili alla collibacillosi e altre infezioni batteriche attivate dal virus. La vaccinazione contro l’Escherichia coli, una buona gestione, un’adeguata ventilazione e un attento controllo dei livelli di polvere e ammoniaca presenti nell’allevamento contribuiscono quindi a garantire una maggiore protezione.

Fonte Poultry Health Today